Come mai in molti di questi lavori la presenza della scrittura è così insistita?
Queste scritture, a penna e a matita, pur seguendo spesso forme e linee, sono attimi, pensieri immediati che nascono con l’opera, l’accompagnano, la compenetrano.
Poesia visiva?
Si, non è solo la parola che affianca l’immagine, ma anche parola che diventa immagine. Questi sono i miei manoscritti miniati! In questi lavori m’ispiro in parte ad alcuni manoscritti di William Blake.
Oltre a Blake, quali altri autori hanno influenzato la tua pittura, ma anche la tua musica e la tua poesia?
Moltissimi, in particolare Rimbaud e, tra quelli che più mi sono stati vicino, Allen Ginsberg e William Burroughs.
Anche in alcune fotografie il soggetto è la scrittura, per lo più antica…
Si, i libri antichi hanno un fascino particolare che va al di là del contenuto… e ancora di più lo hanno se fotografati così, con poveri mezzi, in bianco e nero, senza macchine ipertecnologiche.
Sei schierata con i pacifisti. Cosa pensi dell’attuale situazione interazionale?
Vedi quest’opera? –dice indicando Twin Death, un inconsueto lavoro costruito subito
Cosa rappresenta il nastro giallo?
L’ho trovato per strada, è un nastro che la polizia mette quando succede qualcosa di grave. Ho poi pensato di assemblare questi due oggetti e i loro significati. L’11 settembre, come puoi immaginare e come puoi vedere anche da tutte queste opere dedicate alla South Tower, mi ha colpito molto.
Veniamo alla contestata azione americana in Iraq…
Sono stata da subito contraria all’attacco, ho marciato e rimarciato contro la guerra, ero e sono ancora contraria a questa guerra che non sembra terminare mai, come sono fortemente contraria al governo Bush. E tutt’ora vediamo gli effetti di questa guerra: soldati e civili morti, distruzione di biblioteche e monumenti, gente più povera di prima e senza un lavoro…
Anche se l’amministrazione Bush se ne infischia, occorre continuare a protestare, unirci e stare insieme.
Non solo in Usa…
No, non solo. Anche in Italia centinaia di migliaia di persone sono contro la guerra, espongono ai loro balconi le bandiere per la pace, s’incontrano e discutono per le strade… questa è la nostra vittoria. E dobbiamo continuare così, stando uniti e non abbassando la testa. In forma privata prego poi Dio perché ci perdoni per quello che abbiamo fatto…
Che senso ha per te la parola ‘pace’?
La pace è per me quando gli esseri umani vivono assieme, e ci sono le differenze che attraggono e non dividono; è comunicazione, è condivisione, è preoccuparsi di chi soffre la fame e la sete, di chi è malato; pace è infine avere gli spazi per esprimersi ed incontrasi.
duccio dogheria
scheda evento: clicca qui
[exibart]
Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…
Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…
Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…
Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…
Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…