Categorie: Personaggi

JAMES BECK, O LA BELLA PROTESTA

di - 11 Giugno 2007

Era una persona arguta, tranchant, come si dice. Un vero guerriero della cultura. Un educatore fatto e finito.
Era capace di riconoscere a occhio nudo, tra venti versioni dello stesso quadretto (La Madonna dei garofani) di Raffaello -tutte false- quella che più si avvicinava all’originale (ipotetico). E si scagliava, muso duro e lancia in resta, contro le ipocrisie che dominano il mondo della storia dell’arte e del cosiddetto expertise: “i grandi conoisseurs -come Roberto Longhi, Bernard Berenson, Giovan Battista Cavalcaselle– non ci sono più: l’idea rigorosa di quel mestiere (l’attribuzione) non esiste più, è morta o quasi. La morte di Federico Zeri è stata una grossa perdita, perché egli era l’ultimo di questa specie. In tal modo, divengono accettabili gli scempi dei restauri recenti, come quelli di Piero della Francesca ad Arezzo”. [1]
Beck credeva praticamente solo nel monitoraggio scientifico dell’opera d’arte, e in qualche pulitura occasionale, molto occasionale, ma mai troppo approfondita. Per il resto, condannava in toto la pratica, ogni pratica, del restauro (“Gli umanisti credono alla scienza perché non ne capiscono niente. Questa non è più scienza, ma è un tratto dell’arroganza tipica del mondo storico-artistico. Egli altri –tutti ‘sicofanti’- hanno accettato senza discutere”). [2] Tale atteggiamento non gli ha certo guadagnato molti amici nel corso degli anni all’interno della famigerata torre d’avorio, ma la stima profonda e sincera di alcuni, grandi e piccini, questa sì.
Del resto, come non avere simpatia e rispetto per un vecchio signore dai capelli bianchi che, di colpo, s’inalbera e s’imbufalisce al solo sentir p arlare del David o della Cappella Sistina, o dell’ultimo acquisto scellerato del tal prestigioso museo internazionale?
Eh sì, Beck era uno che prendeva a cuore ogni singolo argomento di cui si occupava, e per questo ci mancherà. Non se ne trovano più mica tanti di critici ed intellettuali così, dalle fortissime passioni ma dalle debolissime esigenze quotidiane. Il suo più grande piacere era venire in Italia, in Toscana, e parlare italiano. E lo parlava benissimo, altroché: molto meglio di tanti professoroni oriundi.
Infine il problema culturale, secondo questo grande storico dell’arte e conoscitore del Rinascimento, era più ampio rispetto alla disonestà intellettuale di questo o quel funzionario museale, arrivando a coinvolgere l’intera percezione contemporanea delle immagini, cioè “l’attuale, gravissima incapacità di vedere, che è alla base del disastro del restauro. Oggi tutti guardano la TV a colori, i film a colori, i segnali stradali a colori, il computer a colori, e non possono ovviamente più ‘vedere’ un quadro: ormai, con questo orientamento, è molto difficile vedere questi cambiamenti così piccoli, anche volendo. Tutto questo, in un’atmosfera storico-artistica in cui piacciono l’iconografia, il marxismo dell’arte, gli studi sul gender: tutto validissimo, ma prima occorre vedere, perché non puoi fare niente se prima non vedi”. [3]

christian caliandro

[1] Crimini e misfatti (del restauro). Intervista a James Beck (a cura di Christian Caliandro), “Exibart.onpaper”, a. III, n. 19, dicembre 2004-gennaio 2005, p. 18.

[2], [3] Ibidem.

[exibart]

Visualizza commenti

  • Conoscevo abbastanza bene Jimmy, per confermare che era un grande professionista e una persona davvero fuori dal comune.
    Un abbraccio forte ovunque tu sia, maestro di anticonformismo e amico sincero dai tuoi amici delle api.

  • UN INDELEBILE RICORDO DI UN GRANDE UOMO CHE HA DEDICATO LA VITA ALLA TUTELA DELL'ARTE

Articoli recenti

  • Cinema

Golden Globe 2026, il palmarès: premi a Paul Thomas Anderson e Adolescence

Il cinema d’autore e le grandi serie dominano i Golden Globe 2026: tra spille in memoria di Renée Macklin Good…

12 Gennaio 2026 9:20
  • exibart.prize

exibart prize incontra Alice Voglino

I materiali sono parte del mio pensiero.

12 Gennaio 2026 9:00
  • Mostre

La fine di una storia: l’ultima mostra di Galleria Michela Rizzo in Giudecca

Con “Boulder”, la Galleria Michela Rizzo saluta la storica sede alla Giudecca: un’esposizione corale che riflette su natura, tempo e…

12 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

A Milano il nuovo corso di Le Pleiadi Art Gallery, la galleria che mette in dialogo maestri del passato e artisti emergenti

Affermatasi sul mercato negli anni Settanta come un punto di riferimento per il moderno, nella sede di via dell’Orso la…

11 Gennaio 2026 18:31
  • Mostre

Il genio eclettico di Iliazd da riscoprire alla Fondazione Antonio Dalle Nogare

A Bolzano, TOUTITÉ – ILIAZD Lo Studio della Forma è la prima retrospettiva italiana dedicata al poeta, designer e editore…

11 Gennaio 2026 16:00
  • Mostre

A Roma, Linda Karshan esplora il respiro come unità di misura artistica

Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria Apostolica omaggia Roma con opere in cui misura, movimento e umanesimo si intrecciano

11 Gennaio 2026 11:30