L’autunno torinese si presenta come la “dittatura” dei giovani artisti.
Nel capoluogo piemontese gli esempi di una attenzione che pare infinita verso la giovane arte sono facilmente rintracciabili: presso la nuova galleria Vitamin, da Art and arts, le rassegne Nuovi Arrivi, Farsi Spazio e della seconda edizione di Gemine Muse. Un anno fa, più di trenta artisti riuniti da Francesco Bonami nella mostra Exit celebravano questa tendenza.
I Nuovi Arrivi sono al di sotto dei 35 anni e si misurano con i “vecchi” media (escluse le nuove tecnologie), lavorando su una linea di confine sia mentale che fisica. Per l’evento nazionale Gemine Muse (a Torino presso il Museo d’Antichità), i musei e le dimore storiche si contaminano con il lavoro di 89 artisti emergenti, proposti da 32 giovani critici. Anche il nuovo spazio Vitamin sceglie di inaugurare con una mostra
A Torino persiste dunque un’attenzione e una sensibilità molto alte per le ricerche artistiche emergenti, sia a livello privato che a livello istituzionale. A volte, tuttavia, l’impressione è che non ci sia un piano di sostegno a lungo termine e che queste iniziative siano in certo senso abbandonate a se stesse, destinate a far numero. Si respira un’aria di instabilità, di un perenne “potrebbe essere l’ultima volta”, anche se, visti i risultati, la latitanza di una regia a livello istituzionale forse permette uno spazio di sperimentazione più ampio, più libero. E anche la ricerca di nuove collocazioni: è il caso ad esempio di Farsi Spazio che, per l’ edizione 2003, avverrà all’interno di sei ospedali di Torino e provincia.
L’attenzione agli artisti emergenti del Centro Documentazione Arti Visive, l’organizzazione della Biennale dei Giovani Artisti (spostata al 2005), il progetto
Ma tutto questo non è affatto assicurato. Alcune strutture potrebbero essere destinate ad altri usi, come la sede ormai “storica” dell’ Oratorio di San Filippo (che ospita Nuovi Arrivi), mentre Artissima è arrivata alla decima edizione “non senza problemi rispetto al suo futuro”, secondo il suo presidente Roberto
Per dare continuità a questo discorso artistico sarebbe interessante pensare a delle sedi ad hoc e a dei progetti che diano maggiore continuità e stabilità, in cui poter lavorare con progetti a lungo termine, e permettere finalmente ai giovani artisti di crescere in un processo culturale in continuo fermento.
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karin gavassa
[exibart]
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Finalmente un articolo su Torino che riflette seriamente sullo stato delle cose senza scontati trionfalismi.
Complimenti!