ABABO Art Week 2025: OPENSHOW. Ph. Martina Platone
Uno sguardo alla produzione artistica emergente, un accento sulla riflessione teorica e un dialogo con il sistema dell’arte, per una istituzione pienamente immersa nella vita culturale della città. Dal 3 all’8 febbraio, l’Accademia di Belle Arti di Bologna apre le porte al pubblico per la nuova edizione di ABABO Art Week, il programma di appuntamenti sviluppato nell’ambito di ART CITY Bologna 2026 e in concomitanza con Arte Fiera.
Cuore del programma è ABABO OPENSHOW, l’esposizione diffusa che, sotto la supervisione di Enrico Fornaroli e Fabiola Naldi, invaderà spazi didattici e laboratoriali dell’Accademia con le opere di studentesse e studenti dei Dipartimenti di Arti Visive e di Progettazione e Arti Applicate. In questa occasione, il pubblico può accedere anche agli spazi storici dell’istituto, attraverso visite guidate gratuite che, condotte dal Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte, restituiranno la complessità di un luogo in cui formazione e produzione coincidono.
All’interno del percorso trovano spazio anche progetti speciali, come I 100 anni di Nino Migliori. I Manichini. Identità, organizzata da do ut do e curata da Enrico Fornaroli in occasione del centenario del grande fotografo, e la mostra dei finalisti del concorso fotografico sul tema Identità e quella del Young Art Award 2026 promosso dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia.
L’Aula Magna diventerà, per tutta la settimana, un luogo di confronto pubblico. Qui si svolgeranno le premiazioni dei concorsi e due presentazioni che metteranno in dialogo generazioni e ambiti disciplinari: da un lato il catalogo dell’ultima edizione di EX, progetto dedicato agli artisti formatisi all’Accademia di Bologna e oggi attivi sulla scena nazionale e internazionale; dall’altro Marino e le Stelle, nuovo laboratorio multidisciplinare di arte e scienza a cura di Antonello Ghezzi, che coinvolge istituzioni accademiche, scientifiche e culturali del territorio.
ABABO OPENSHOW sarà visitabile dal 3 al 7 febbraio, dalle 9 alle 19, e l’8 febbraio dalle 9 alle 14, con un’apertura straordinaria serale in occasione della ART CITY White Night. La sera del 7 febbraio l’Accademia diventerà uno spazio performativo diffuso, dalle azioni del biennio di Fashion Design agli ambienti installativi e sonori, dalle proiezioni immersive del corso di Digital Video fino alla sonorizzazione dell’Aula Magna, in un programma che mette in evidenza la dimensione processuale e sperimentale della didattica.
Un altro asse centrale della settimana è ARTalk, il ciclo di incontri coordinato da Marinella Paderni, pensato come spazio di approfondimento critico sulle pratiche artistiche contemporanee. Gli incontri faranno dialogare artisti e curatori coinvolti nelle mostre di ART CITY Bologna 2026, tra cui Flavio De Marco, Giuseppe Pietroniro, Matt Connors, Anneke Eussen e Délio Jasse, offrendo uno sguardo diretto sulle poetiche e sui contesti di produzione delle opere. I video di presentazione degli incontri sono realizzati in collaborazione con studentesse e studenti del Corso di Linguaggi del Cinema e dell’Audiovisivo, sottolineando ancora una volta l’integrazione tra formazione e programmazione culturale.
L’Accademia è presente anche all’interno di Arte Fiera, dal 6 all’8 febbraio, con il progetto espositivo direzione segno, ospitato nel Padiglione 26. A cura di Maura Pozzati, lo stand presenta le opere di sei studentesse e studenti dei Bienni di specializzazione, interpretando il “segno” come gesto, traccia, scrittura e conquista dello spazio. Il progetto rafforza il dialogo diretto tra l’Accademia e il sistema fieristico, mettendo in evidenza il ruolo della formazione nella costruzione delle pratiche artistiche contemporanee.
Accanto a questi appuntamenti, ABABO Art Week include anche l’undicesima Giornata di Studio sul restauro del Contemporaneo, organizzata in collaborazione con IGIIC – Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation, e un ampio programma ABABO OFF, che vede studentesse e studenti coinvolti in mostre, installazioni e performance diffuse in città e nel territorio metropolitano, dal videomapping interattivo negli spazi di Fondazione Zucchelli alle installazioni dedicate al paesaggio dell’acqua, fino ai progetti espositivi negli spazi teatrali e civici.
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