Allo Studio Giga di Roma, un ciclo di mostre dedicato all’arte emergente

di - 28 Febbraio 2025

Pensieri, Parole, Opere, Omissioni, sono le quattro fasi attraverso cui, secondo l’atto penitenziale del Confiteor, si compie e si rielabora il peccato. Questa sequenza perfetta, ritmica e conchiusa come un cerchio, dà anche il titolo a un ciclo di quattro mostre bipersonali promosso da N0 Art Group presso lo Studio GIGA di Roma: video, installazioni, sculture, performance, per esplorare il rapporto tra creazione artistica e coscienza contemporanea. Curata da Matteo Peretti e Bianca Catalano, la rassegna coinvolge otto giovani artisti: Desirè D’Angelo, Guido Corbisiero, Andrea Frosolini, Sveva Angeletti, Giulia Apice, Sebastiano Zafonte, Diana Pintaldi e Raimondo Coppola.

GIGA: uno spazio di ricerca aperto alla contemporaneità

Le mostre si inseriscono nella programmazione dello Studio GIGA, uno spazio con una lunga tradizione di supporto alla scena artistica emergente. Fondato nel 2005 come Gruppo Italiano Giovani Artisti, GIGA ha sviluppato un linguaggio curatoriale che apre la sperimentazione al dialogo critico con società e con il quotidiano. Il progetto di N0 Art Group si innesta su linea di ricrca, proponendo una visione fluida e interdisciplinare, aperta alle molteplici tensioni dell’arte contemporanea.

Prendendo spunto dalla preghiera di confessione cattolica, in cui il fedele ammette peccati legate a pensieri, parole, opere e omissioni, nella visione proposta da N0 Art Group – collettivo fondato da Peretti nel 2021 con l’intento di investigare tematiche scomode e inquiete – questi elementi non sono più sintomi di colpe ma strumenti generativi di trasformazione e ricerca. L’artista non si confessa a un’autorità superiore ma si confronta con se stesso e con la realtà che lo circonda, elaborando una tensione che attraversa la dimensione personale e collettiva.

Un percorso in quattro atti: le mostre da Studio GIGA

La rassegna si apre il 5 marzo con Pensieri: i lavori di Desirè D’Angelo e Guido Corbisiero affronteranno i legami tra memoria e identità, rievocando visioni dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso una scultura-performance e installazioni cariche di simbolismo. La parola, tema della seconda mostra, dal 9 aprile, sarà il terreno di indagine per Sveva Angeletti e Andrea Frosolini, che rifletteranno sull’incomunicabilità e sulle fratture semantiche dell’epoca contemporanea.

Con Opere, dal 7 maggio, Giulia Apice e Sebastiano Zafonte sposteranno l’attenzione sulla capacità dell’arte di creare connessioni e comunità, sottolineando l’aspetto relazionale della pratica artistica. Infine, Omissioni, dal 4 giugno, chiuderà il ciclo con i lavori di Diana Pintaldi e Raimondo Coppola, che indagheranno il vuoto e l’assenza attraverso un processo catalogativo di tracce residuali, suggerendo un paradossale equilibrio tra presenza e scomparsa.

Pensieri: memoria, identità e visibilità per Desirè D’Angelo e Guido Corbisiero

La mostra Pensieri, prima tappa del ciclo Pensieri, Parole, Opere, Omissioni, mette a confronto le ricerche di Desirè D’Angelo e Guido Corbisiero, due artisti che esplorano il rapporto tra memoria, identità e percezione sociale attraverso installazioni e performance.

Nata a Frosinone, nel 2000, Desirè D’Angelo si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Frosinone presso la facoltà di pittura e frequenta il biennio specialistico in scultura. La sua ricerca artistica nasce come riflessione sul suo passato e sul rapporto personale con la sua famiglia in una interpretazione contemporanea attraverso linguaggi come performance, video, disegni e installazioni-sculture. Interpretando il suo personale attraverso l’esposizione della privacy, che è alla base dei sistemi di comunicazione e dei social network, sottolinea aspetti universali sul valore dell’individuo nella società contemporanea e globalizzata, ancora fortemente influenzata da strutture di pensiero patriarcali.

Tra le ultime mostre realizzate si segnalano nel 2024 Miss, mostra personale a cura di Giordano Boetti, presso la Edizione Giordano Boetti, Roma, mentre nel 2022 partecipa alla mostra collettiva Accade, a cura di Gianni Dessì e Donatella Spaziani, La Nuova Pesa, centro per l’arte contemporanea, Roma.

In Autoritratto 14, opera che sarà presentata allo Studio GIGA, Desirè D’Angelo affronta il tema della visibilità e delle pressioni sociali, enfatizzate dall’era digitale. La sua performance ruota attorno a una corona d’ottone, replica ingrandita di un premio ricevuto in un concorso di bellezza infantile. Simbolo di aspettative imposte e di un’identità femminile costruita dall’esterno, la corona diventa metafora del peso psicologico della rappresentazione pubblica. L’artista, sdraiata sotto di essa, trasforma l’oggetto in un segno di riflessione sulla propria esperienza e sulle strutture patriarcali che condizionano la società.

Ritratto Desiré D’Angelo

Guido Corbisiero, nato a Napoli, nel 1996, è un artista concettuale con sede a Torino. La sua pratica multidisciplinare opera all’intersezione tra l’arte visiva e la cultura digitale, concentrandosi sull’analisi delle tensioni presenti tra la profondità culturale delle opere e la loro autenticità, sia nelle loro presenze attive che passive. Cresciuto in periferia di Napoli, con un bagaglio di esperienze che ne hanno caratterizzato la visione e la pratica artistica, Corbisiero porta avanti una ricerca radicalmente onesta, in cui le sue opere diventano un’estensione spontanea del suo bisogno di aderire a ciò che, in un dato momento, appare autentico e necessario.

I suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre in Italia e in Europa, in città come Venezia, Milano, Torino, Berna, Brescia, e pubblicati su alcune piattaforme di settore e non, tra cui Vanity Fair, Art Tribune, exibart, Italian Art Guide, Combat Prize e Rea Art Fair.

Guido Corbisiero Rabbit Hole

Corbisiero indaga la memoria attraverso il linguaggio digitale. In Rabbit Hole, opera scelta per la mostra da Studio GIGA, modifica lo sfondo del proprio MacBook sovrapponendo 28 immagini archiviate nel tempo, creando una composizione che evoca il simbolo della pace e suggerisce un dialogo tra passato e presente.

Corbisiero, frame Il Diavolo fa le pentole, 2025

In Il diavolo fa le pentole, un video senza audio mostra una sequenza ininterrotta di 41 domande, generando un loop di interrogativi privi di risposta. Il testo, presentato nel font standard di Apple, trasforma lo schermo in uno spazio di riflessione sospesa, dove il pensiero individuale si scontra con l’automatismo della tecnologia.

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