In un periodo storico come quello che stiamo attraversando, la resistenza culturale è una pratica quanto mai necessaria. A Bologna, un gruppo di giovani artisti provenienti dall’Accademia (e non), dopo alcuni incontri dal vivo, a seguito della “seconda ondata” ha continuato a riunirsi, stavolta on-line, per proseguire il confronto attorno a una serie di questioni relative alla progettualità della ricerca artistica. Ne è venuto fuori “Art Motel”, laboratorio permanente ideato da Dario Molinaro, direttore artistico, e Lucia Cataleta, communication manager e digital strategist, in collaborazione con Maria Chiara Wang, curatrice e moderatrice degli incontri, e con l’artista e giornalista Vincenzo D’Argenio.
In un’epoca in cui musei, gallerie e artisti sembrano moltiplicarsi, in cui l’arte è balzata agli onori delle cronache, in cui piattaforme come Instagram ci solleticano visivamente per trovare stimoli estetici nella vita di tutti i giorni, per un artista emergente che tenta di intraprendere una carriera resta fondamentale il confronto. Sia esso con artisti più maturi e navigati, ma anche con artisti e collettivi che portano avanti un approccio simile, oltre che con galleristi, collezionisti, critici e giornalisti. L’ispirazione, in questo senso, è provenuta dal libro Come diventare un artista di Jerry Saltz che in un passaggio cruciale scrive: «Non esiste una sola via per la gloria». Esistono, tuttavia, alcune regole di fondo, scaturite dal semplice atto di guardare l’arte e ascoltare gli artisti parlare del proprio lavoro e delle proprie battaglie.
Art Motel proporrà quindi una serie di incontri online sulle Rooms, per creare un dialogo tra giovani artisti e studenti con altre personalità del panorama contemporaneo, innescando così un utile confronto: chiacchierate informali in cui ciascuno possa sentirsi libero di esprimere le proprie considerazioni e i propri interrogativi.
Gli incontri si terranno sulla piattaforma Google Meet, il martedì, alle 18. La prima Room è in programma per il prossimo 9 febbraio e avrà come ospite l’artista bolognese Tommaso Buldini, esponente del Low Brow e del Pop Surrealismo, che con uno stile tra pittura, grafica e illustrazione e mediante un’estetica che abbraccia l’onirico, il grottesco e il bizzarro, crea un metaspazio, uno spazio altro, surreale, promiscuo, ambiguo, a tratti macabro. In calendario per il primo ciclo di incontri anche altre Rooms, tra le quali, una con l’artista sarda Silvia Argiolas e un’altra con il marchigiano Giovanni Gaggia, artista performativo fondatore di Casa Sponge a Pergola (PU).
Presto saranno annunciate le date sui canali social del progetto.
Fino al 21 giugno 2026, il Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta – ospita…
È appena successo da Sotheby’s New York: l’Ensemble di 15 specchi realizzati da Claude Lalanne per Yves Saint Laurent e…
Più che una mappa di quartieri, la settimana milanese del design si rivela un’infrastruttura di relazioni. Tra designer emergenti, atelier,…
Alla Galleria Arrivada di Milano la prima mostra di Luciano Sozio: in esposizione una serie di dipinti che indagano la…
Nel pieno della Milano Design Week, la fragilità della materia organica si trasforma in sculture permanenti nelle opere dell'artista francese,…
Solares Fondazione delle Arti porta a Parma il progetto ROOTS: l’eredità del leggendario Living Theatre rivive con una mostra, un…
Visualizza commenti