Artigianato e Palazzo 2025: a Firenze, i grandi maestri e la next generation

di - 18 Giugno 2025

Torna dal 12 al 14 settembre 2025 per la sua 31ma edizione Artigianato e Palazzo, manifestazione ideata da Sabina Corsini e Neri Torrigiani, che si conferma come osservatorio d’eccezione sui nuovi scenari dell’alto artigianato, in dialogo sempre più fertile con arte e design contemporaneo. Nel seicentesco Giardino Corsini a Firenze, oltre 100 maestri artigiani – italiani e internazionali – saranno protagonisti di un laboratorio aperto, dove l’eccelleza tecnica si intreccia con una visione estetica e progettuale in costante evoluzione.  Uno scouting continuo visto che ad ogni edizione oltre il 30% dei nomi viene rinnovato per offrire una panoramica sempre diversa ed eterogenea.

L’edizione 2025 si distingue per la volontà esplicita di superare la retorica del “saper fare” come esercizio conservativo, per abbracciare invece l’artigianato come forma di ricerca. A testimoniarlo, una serie di progetti espositivi che ibridano linguaggi e categorie, sollecitando una riflessione su scala, materia, gesto e narrazione.

Next Generation e L’artigianato che unisce, l’artigianato che include sono due titoli-chiave del programma 2025: dichiarazioni di intenti che rivelano la direzione di un evento che non si limita a celebrare il passato, ma si apre a chi il futuro lo sta già costruendo. Giovani artigiani, designer emergenti e creativi indipendenti provenienti da tutta Europa sono stati selezionati per dialogare con maestri affermati, esplorando nuove estetiche, materiali sostenibili, tecniche ibride e linguaggi inclusivi.

Sabina Corsini e Neri Torrigiani, organizzatori e promotori della mostra ARTIGIANATO E PALAZZO di Firenze Ph Dario Garofalo

Bvlgari: accessori come opere d’arte

È la mostra principe di quest’anno: Icone da indossare: quando l’accessorio diventa racconto, un focus sulla produzione fiorentina della Maison Bvlgari, sotto la direzione creativa di Mary Katrantzou. Le borse e gli accessori, oggetti di desiderio concepiti come micro-architetture, sono presentati sotto la Loggia del Buontalenti, in un dialogo diretto con la storia dell’artigianato orafi fiorentino e con le poetiche del lusso come forma di espressione artistica. Qui il confine tra funzione e linguaggio si dissolve, e la pratica artigianale si pone come strumento di narrazione culturale.

«La mostra di quest’anno vuole essere un invito a guardare il settore dell’artigianato da prospettive diverse – spiegano Sabina Corsini e Neri Torrigiani – e portare all’attenzione del pubblico la possibile ampiezza di azione dell’artigiano, capace di creare il “piccolo” ma anche di lavorare su grande scala, offrendo un quadro più complesso del passato e del presente e abbattere certi confini».

ARTIGIANATO E PALAZZO 2025 “Mostra Principe” BVLGARI Fasi lavorazione della nuova Borsa Serpenti Cuore 1968 di Bvlgari Credit foto Bvlgari

Delizia: l’ironia monumentale di Edoardo Piermattei

Una delle presenze più attese di questa edizione è Edoardo Piermattei, protagonista con una grande installazione site-specific dal titolo Delizia, collocata nel cuore del Giardino Corsini. L’artista, noto per il suo approccio pittorico espanso e il lavoro sulla materia, propone un’opera in cemento pigmentato che cita i trionfi barocchi da tavola, mescolando estetica effimera, scultura da pasticceria e critica sociale. Una riflessione ironica sulla monumentalità del potere e sulla teatralità dell’apparenza, dove il cemento, materiale “virile” per eccellenza, viene trattato come fosse meringa, in un gioco concettuale che fa coesistere frivolezza e peso, decorazione e struttura. Una Delizia che seduce ma anche interroga.

Il viale centrale del Giardino Corsini di Firenze con l’opera site specific “Delizia” di Edoardo Piermattei realizzata per ARTIGIANATO E PALAZZO 2025. Sullo sfondo la Loggia del Buontalenti di Palazzo Corsini. Ph Studio Piermattei

Macro: oltre la misura delle cose

Con la mostra collettiva MACRO, curata da Cosimo Bonciani, l’artigianato abbandona la scala consueta del dettaglio per misurarsi con lo spazio. L’allestimento, visivamente teatrale, si apre con un’irruzione simbolica: un paio di gambe giganti che sfondano il soffitto e toccano terra. È il corpo del visitatore aumentato, un corpo macro che cambia la prospettiva sulle opere esposte. Gli oggetti artigianali, ricreati in formato XL, assumono funzioni nuove, diventando metafore di una trasformazione possibile: quella che trasforma l’oggetto in ambiente, l’artefice in artista, lo spettatore in parte attiva del processo.

«MACRO è un invito a superare la comfort zone del “bello fatto a mano” e a interrogare la scala del pensiero», afferma Bonciani, per «Un artigianato che si fa spazio critico». Al termine dell’esposizione, l’allestimento sarà donato alla Comunità di San Patrignano per l’Archivio, in una logica concreta di sostenibilità e impatto sociale.

ARTIGIANATO E PALAZZO 2025, androne di Palazzo Corsini Mostra collettiva “MACRO”: un’esplorazione del Macro-artigianato. Un invito a ripensare il valore del ‘diverso” a cura di Cosimo Bonciani Rendering

Galleria dell’artigianato: il colore come linguaggio

Con la mostra Cromatismi, curata da Jean Blanchaert per Artex – Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana, si esplora il rapporto tra colore e materia, tra pigmento e supporto, tra gesto e superficie. Le opere selezionate pongono l’accento sulla sperimentazione cromatica e sulle tecniche antiche reinterpretate, in una tensione costante tra tradizione e visione.

Starhotels: la grande bellezza come impegno culturale

Il progetto di mecenatismo La Grande Bellezza – The Dream Factory di Starhotels ritorna ad Artigianato e Palazzo 2025 per valorizzare l’eccellenza artigianale come leva di innovazione culturale. In collaborazione con Fondazione Cologni, OMA e altri partner, il progetto esplora nuove sinergie tra ospitalità, arte applicata e cultura materiale.

Artigianato e Palazzo 2025 si conferma così non solo come evento di settore ma come piattaforma curatoriale, dove i linguaggi del contemporaneo si intrecciano alla memoria e dove il gesto dell’artigiano assume un ruolo sempre più simile a quello dell’artista: capace di generare immaginari, senso e visione.

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