Chi ha detto che il porno sia da maschi?

di - 6 Aprile 2015
La pornografia femminile sbarca in Italia. Le ragazze del porno è un’associazione che vede riunite undici registe che arrivano dal cinema d’autore, grazie ad un’idea di Tiziana Lo Porto e Monica Stambrini.
Lo spunto nasce dopo che Lo Porto, giornalista e scrittrice, scrive a proposito di Dirty Diaries, girato da Mia Engberg nel 2009, film che, pensate un po’, è stato sovvenzionato dallo Stato svedese. La Engberg, artista e attivista, ha anche stilato un manifesto a cui Le ragazze del porno hanno aderito: rivendica il diritto ad essere sconce, sessualmente libere, a sentirsi belle per come si è. Rivendica però anche il diritto alla diversità, e ad un’industria del porno slegata dal mainstream.
Le ragazze del porno, assieme ad altre realtà come la già citata Mia Engberg con Dirty Diaries, ad Erika Lust in Spagna e alle registe coinvolte in X-Femmes in Francia, prodotte da Canal +, fanno parte di una scena post-pornografica indipendente. Dagli anni ’70 infatti l’industria del porno si è sviluppata secondo due filoni, quello tradizionale, alla Rocco Siffredi e Moana Pozzi per intenderci, e quello underground che cammina di pari passo alle avanguardie artistiche e musicali in cui lo sguardo femminile si interroga, riflette sul tema, e lo fa “egoisticamente” secondo leggi proprie. L’ultima occasione si è vista a Roma, con la mostra “Peonie”, progetto indipendente allestito a gennaio scorso nello studio dell’artista Alessandro Cicoria che ha coinvolto molti altri artisti.

Anche per sostenere Le ragazze del porno hanno aderito molti artisti, più di cinquanta tra donne e uomini, giovani e più maturi. Tra gli altri: Francesca Arri, Alt 97, Jacopo Benassi, Alvise Bittente, Anita Cala’, Cecilia Capuana, Monica Carrozzoni  Lorenzo Castore , Silvia Codignola / Jacob Cogas, Marco Dapino, Chico De Luigi, Marco Delogu, Luca Donnini, Isabella Ducrot, Tea Falco – Andrea Marchese- Antonino De Lellis, Martina Giammaria,  Sebastiano Giannuzzi, Jbrock , Jaqueline Lustig, Marfi, Aliocha Merker, Angelo Marinelli, Elisa Montessori, Giancarlo Neri, Mimmo Nobile, Regina Orioli, Claudia Pajewski, Simona Pampallona , Giordano Poloni, Jacopo Gospel Quaggia, Corrado Sassi, Dario Scaramuzino, Fortunata Scuderi, Sha (Silvia Potenza), Carola Spadoni, Tinka, Marcella Vanzo, Debora Vrizzi. Tutti hanno donato le proprie opere d’ arte per permettere alle RDP di raccogliere fondi per sovvenzionare gli undici corti pornografici che sono già scritti, ma devono essere prodotti. «Con ART FOR PORN di Roma è stato possibile raccogliere una parte dei soldi e speriamo che con Milano sia andata anche meglio», ci spiega Tiziana Lo Porto.

ART FOR PORN nasce come scommessa verso uno Stato italiano ancora bigotto e retrogrado, che diversamente da Spagna, Svezia e Francia non sostiene questo genere di ricerca cinematografica. «Di buono c’è, per lo meno, che da questa situazione nasce una nuova collaborazione tra cinema e arte, in cui è quest’ultima a spingere affinché si possano allargare e riconoscere le possibilità di indagine creativa del mondo del porno», puntualizza Tiziana Lo Porto.
Metodi di finanziamento alternativi insomma, a favore di una messa in scena esplicita della sessualitĂ . Parlando con Tiziana veniamo a sapere che, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, le reazioni al progetto sono state di grande curiositĂ  e sostegno e che sono state molti gli addetti ai lavori (direttori della fotografia, truccatori, attori, ballerini e via dicendo) ad essersi interessati e ad aver collaborato in maniera spontanea.
Per quel che riguarda il pubblico durante l’inaugurazione milanese in quello spazio decisamente ibrido che è Le Dictateur, frequentato da Maurizio Cattelan per dirne uno, il riscontro è stato ottimo ed eterogeneo: uomini, donne, giovani, anziani. Segno di un interesse trasversale verso queste donne che, con un atto coraggioso, tentano di sfondare una porta semi chiusa, o aperta tradizionalmente solo agli uomini.

Pensiamo ai vantaggi che una pornografia da un punto di vista femminile potrebbe apportare alla sessualità dei giovani e dei più in erba. Gli adolescenti si accostano al sesso anche attraverso i film porno (video on line) che sono liberamente fruibili e che comunicano un ruolo della donna sottomesso, in secondo piano rispetto al desiderio maschile, una donna gonfiabile, standardizzata. Passa il messaggio che all’uomo è tutto concesso: desiderare, possedere più donne e che queste ultime, per essere desiderabili, debbano essere perfette: ventre piatto, seno e glutei pronti a sfidare la forza di gravità. Ma la sessualità ha sfumature innumerevoli, spesso svincolate dal concetto di perfezione anatomica o di standard d’aderenza. Lo sguardo delle donne può essere, perché lo è, altrettanto crudo, ma sicuramente più libero, meno imbrigliato e scontato. Più veritiero, e più sottile probabilmente, rispetto alla differenza tra cosa significhi essere a letto con una donna ed essere semplicemente una donna a letto.
Le Ragazze del porno non stanno girando solamente dei corti pornografici, ma stanno attuando una rivoluzione, culturale e politica molto importante, e noi siamo con loro! Sosteniamole!

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  • repressione-permissione, maschilismo-femminismo, atei-credenti,destra-sinistra........ogni tipo di opposizione duale è una gabbia in cui ci si rinchiude, causa l'ignoranza filosofica ,il due è uno, e l'essere è misura scriveva platone.....intesa come equi-librio tra opposti identici.

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