La Reggia di Venaria festeggia i suoi ciliegi in fiore con performance, musica elettronica e arte

di - 3 Marzo 2026

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, in molte parti del mondo si rinnova uno degli spettacoli naturali più carichi di significato simbolico: la fioritura dei ciliegi. In Giappone, dove il fenomeno assume un valore quasi rituale, città come Tokyo, Kyoto e Osaka si tingono di rosa per una o due settimane, mentre nel nord, fino a Hokkaido, la stagione si prolunga fino a maggio. È il tempo dell’hanami, l’antica pratica della “osservazione dei fiori”. Questa tradizione trova una declinazione italiana nei Giardini della Reggia di Venaria che, dal 21 marzo al 6 aprile (date indicative), ospiteranno il programma All’ombra dei ciliegi in fiore e Una sera sotto i ciliegi in fiore. Dopo l’affluenza registrata nel 2025, la Venaria, che fa parte con autonomia gestionale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ed è diretta Chiara Teolato, ripropone un calendario di iniziative che mettono in dialogo natura, arti performative e pratiche di benessere, in un contesto paesaggistico di grande suggestione.

Ciliegi in fiore alla Venaria Reale

La fioritura dei circa cento ciliegi, insieme a peri e meli ornamentali, sarà accompagnata da aperture straordinarie anche il lunedì e, nei fine settimana, fino alle 23. Le illuminazioni serali evocheranno l’atmosfera degli yozakura giapponesi, quando i ciliegi vengono ammirati di notte, in un equilibrio tra luce artificiale e buio naturale. L’accesso è contingentato e solo su prenotazione online, per garantire una fruizione regolata.

Ciliegi in fiore alla Venaria Reale, ph. Michele d’Ottavio

Tra gli appuntamenti, Sakurasonic – Un matsuri contemporaneo, in collaborazione con il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, diretto da Davide Quadrio, in programma il 21 e 22 marzo dalle 19:30 alle 22. L’iniziativa rilegge in chiave attuale il matsuri, la festa popolare giapponese legata ai cicli stagionali e al rapporto con la natura. Curato da Chiara Lee e freddie Murphy, il progetto coinvolge le artiste giapponesi Hatis Noit, Kiki Hitomi e Tsubasa Hori, che animeranno i Giardini attraverso voce, strumenti tradizionali ed elettronica. Una parata performativa dal Patio dei Giardini fino all’area dei ciliegi, con maschere realizzate per l’occasione, completerà il dispositivo rituale, insieme a workshop e a un bookshop tematico curato dal MAO.

Ciliegi in fiore alla Venaria Reale, ph. Michele d’Ottavio

I Giardini della Venaria, inaugurati nel 2007 dopo un imponente intervento di recupero che ha restituito leggibilità a un’area compromessa fino agli anni Duemila, rappresentano oggi uno dei più articolati esempi europei di dialogo tra giardino storico e arte contemporanea. L’antico impianto sei-settecentesco si intreccia con interventi che ne riattivano la complessità attraverso linguaggi attuali.

Giardino delle Sculture Fluide. Pelle di marmo + Anatomia

Nel Parco Basso si estende per circa 500 metri il Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone, composto da 14 opere realizzate tra il 2003 e il 2007. Alberi in bronzo, fontane, marmo e granito costruiscono un percorso sensoriale che mette in relazione mondo minerale, vegetale e umano, recuperando idealmente l’intreccio tra natura, scultura e acqua che caratterizzava il giardino barocco originario. Nel 2019 Penone ha completato l’intervento con Anafora, installazione nelle grotte del Muro Castellamontiano, dove iscrizioni marmoree dialogano con le opere del parco in un sistema di rimandi e stratificazioni.

Giovanni Anselmo, Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più, 2001-2013.

Nel Parco Alto, al centro del Gran Parterre juvarriano, si colloca l’opera Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più di Giovanni Anselmo. Sei grandi lastre di granito nero incise invitano il visitatore a salire sull’opera, suggerendo un’alterazione simbolica della distanza tra terra e cielo. L’intervento si inscrive nella tradizione di una generazione di artisti torinesi – da Mario e Marisa Merz a Gilberto Zorio, fino allo stesso Penone – che dagli anni Settanta hanno ridefinito il rapporto tra materia, energia e paesaggio.

Ciliegi in fiore alla Venaria Reale, ph. Michele d’Ottavio

È in questo tessuto, dove il giardino storico dialoga con installazioni permanenti di forte impatto concettuale, che la fioritura dei ciliegi assume un valore ulteriore. Un momento legato al ciclo naturale delle stagioni, in cui natura e arte si sovrappongono. Le “nuvole rosa” si innestano così in un paesaggio già caratterizzato da opere che interrogano il senso del tempo e la relazione tra esseri umani e ambiente.

Ciliegi in fiore alla Venaria Reale, ph. Sacchi

Accanto a Sakurasonic, il programma comprende sessioni di yoga, giornate di pittura en plein air in collaborazione con l’Accademia Albertina e concerti con il Conservatorio Giuseppe Verdi. I Giardini diventano un palinsesto diffuso, dove la contemplazione si alterna a pratiche artistiche e momenti di socialità, tra prospettive barocche, Alpi sullo sfondo e interventi che ridefiniscono l’esperienza del paesaggio.

Ciliegi in fiore alla Venaria Reale

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