Do It: istruzioni per realizzare un’opera d’arte fai da te. E con David Lynch

di - 10 Luglio 2020

Quante volte, dinnanzi a un’opera d’arte contemporanea, avete pensato «potevo farlo anche io»? Ebbene, è giunto il momento di mettervi alla prova con Do It. Quattro partner internazionali, Serpentine Galleries di Londra, Independent Curators International (ICI) di New York, Kaldor Public Art Projects di Sydney e Google Arts & Culture si sono uniti in per fornire al mondo le istruzioni per creare arte fai-da-te.

Lanciata lo scorso 14 maggio, Do it (around the world) consente ai partecipanti di seguire le istruzioni e i consigli di artisti, musicisti e designer acclamati, su come realizzare un’opera a casa propria. Avrete così la possibilità di seguire una ricetta con Marina Abramović, creare collage animati con David Lynch o anche scrivere una preghiera con Chino Amobi.

L’iniziativa nasce da un’idea del 1993 di Hans Ulrich Obrist, che intercettò artisti del calibro di Christian Boltanski e Bertrand Lavier, raccogliendo ricette e consigli per opere d’arte. Da allora, oltre 400 artisti hanno partecipato al progetto, tra cui, oltre a Boltanksi e Lavier, anche Yoko Ono, Louise Bourgeois, Adrian Piper, Tracey Emin e Félix González-Torres.

Fra gli artisti che partecipano all’iniziativa, Virgil Abloh, Chino Amobi, Arca, Korakrit Arunanondchai, Alvaro Barrington, Grace Wales Bonner, Ian Cheng, Matt Copson, Shawanda Corbett, Counterspace, Jesse Darling, Aria Dean, Es Devlin, Demna Gvasalia, Aurelia Guo, Jeremy O. Harris, Hawkins, Evan Ifeokya, Arthur Jafa, Carla Juaçaba, Dozie Kanu, Ligia Lewis, Kelsey Lu, Toal Luxury Spa, James Massiah, Oscar Murillo, Precious Okoyomon, Nisha Ramayya, Megan Rooney, Rachel Rose, Lorenzo Senni, Solange, Patrick Staff, Jenna Sutela, FKA twigs, Jan Vorisek, Leilah Weinraub, Hsu Che Yu, solo per citarne alcuni.

I contenuti sono aggiornati regolarmente sul sito web di Google Arts & Culture e tramite l’account Instagram di Serpentine Galleries, con una cadenza settimanale, sarà inoltre possibile visionarli tramite l’app Bloomberg Connects.

I partecipanti hanno l’opportunità di interpretare e riformulare queste istruzioni in continua espansione in qualsiasi modo ritengano opportuno. «Do it (around the world) è una risposta al nuovo fenomeno del distanziamento sociale e speriamo che questo progetto possa essere un altro modo in cui la galleria collega persone, arte e idee», ha affermato Bettina Korek, amministratore delegato della Serpentine Galleries.

Hans Ulrich Obrist, Do It, 1993

Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentines, ha dichiarato che «Do it (around the world) è sempre stato globale e locale, sia pubblico che privato, sfere di vita che per molti si sono unite negli ultimi mesi. Mentre oggi la mobilità fisica è limitata, l’arte ovviamente può essere un modo per vivere la vita al di là delle circostanze immediate. Sia attraverso la pittura, le parole, la musica, il cibo o un altro mezzo, artisti di ogni tipo guidano il loro pubblico a cambiare mondo. Do it (around the world) è un invito aperto a chiunque permettere all’arte di espandere i propri orizzonti, non solo come osservatore passivo ma facendo qualcosa con le proprie mani».

Amit Sood, direttore di Google Arts & Culture, che già ha promosso varie iniziative nel periodo più duro del lockdown, ha salutato con entusiasmo l’iniziativa: «Speriamo che le persone di tutto il mondo siano ispirate a diventare creative con queste direttive. Siamo entusiasti di supportare Serpentine Galleries su questa nuova concezione della leggendaria mostra di fai-da-te di Hans Ulrich Obrist, portando sia le novità del mondo della moda, del design, dell’arte e della musica, sia i punti salienti storici su Google Arts and Culture per la prima volta».

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