ENEL? SEMPRE PIÙ CONTEMPORANEA

di - 13 Dicembre 2009
Il periodo non è dei migliori ma, pur
passando da tre a un intervento, non avete voluto interrompere le serie di Enel
Contemporanea
. Ma perché proporre solo un appuntamento?
Perché abbiamo voluto concentrare i nostri
sforzi su un artista molto stimato a livello internazionale come Doug Aitken,
uno dei più influenti delle ultime generazioni e tra le figure più innovative
nel panorama delle arti visive del XXI secolo. Abbiamo quindi voluto fare un
ulteriore salto qualitativo.

Quali sono i risultati, in termini
d’immagine, che mirate a raggiungere con questo progetto?

L’avvio di Enel Contemporanea ha rappresentato un
momento di evoluzione per le strategie di comunicazione dell’azienda, il cui
impegno nel campo dell’arte si era in passato concentrato sull’illuminazione di
alcuni fra i più importanti monumenti in numerose città italiane e sul sostegno
a grandi mostre di celebri artisti.

E invece ora vi siete decisamente buttati
sull’arte contemporanea…

La decisione di sposare l’arte contemporanea,
andando oltre la logica della mera sponsorizzazione e sviluppando un progetto ad
hoc
,
è stata il frutto di una scelta precisa per rispondere agli importanti
cambiamenti in atto nell’azienda, che vedono una crescita sempre più forte a
livello internazionale, oltre all’attuale processo di liberalizzazione del
mercato nazionale. Ci è quindi parso che il linguaggio dell’arte contemporanea
potesse esprimere e trasmettere proprio quei valori di innovazione, attenzione
all’ambiente e internazionalità che a nostro avviso costituiscono le tre
direttrici su cui si giocherà la sfida di un futuro sostenibile, e che in
questo momento ben rappresentano il percorso di sviluppo di un’azienda come
Enel.

Le nostre città hanno un disperato bisogno
di arte pubblica di qualità. Come mai, sui sette interventi realizzati dal
vostro progetto, solo uno si è tradotto in installazione permanente?

Sono due le installazioni permanenti: quella
dell’edizione 2008 realizzata da Jeffrey Inaba per il Policlinico di Roma (Waiting
Room
,
una sala d’attesa ecosostenibile e accessibile a tutti) e l’opera dell’ultima
edizione, di Aitken, che da fine novembre è stata donata al Macro. La linea che
vogliamo adottare è proprio quella di rendere permanenti le opere e proprio per
questo abbiamo avviato una collaborazione con il Macro che, anche nel 2010,
ospiterà l’opera e che quest’anno ha proposto in una retrospettiva alcune parti
dei lavori delle passate edizioni.

La formula di Enel Contemporanea (grandi nomi,
installazioni urbane, curatore) resterà invariata nei prossimi anni oppure è in
cantiere qualche cambiamento?

Enel Contemporanea
2010

si trasformerà in un concorso a inviti con una giuria internazionale per la
creazione di un’opera inedita, che abbia per protagonista l’energia intesa come
risorsa sostenibile e rinnovabile. Gli artisti saranno invitati da un comitato
scientifico e dovranno presentare un progetto inedito. Il comitato sottoporrà a
una giuria tutti i progetti presentati. Enel realizzerà l’opera dell’artista
vincitore, che sarà esposta all’interno del Macro.

Ogni cosa è illuminata. Dove? Naturalmente
sul prossimo numero di Exibart.onpaper. Perché l’intervista a Paolo Iammatteo
continua, eccome. Con un bilancio dei precedenti appuntamenti di Enel
Contemporanea e ulteriori delucidazioni sul futuro di uno dei progetti ormai
qualificanti il brand della multinazionale. Che, per il futuro, s’impegna a
sostenere iniziative culturali in Italia e all’estero. D’arte, ma non solo.
L’accendiamo?

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Doug
Aitken per Enel Contemporanea

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a cura di massimiliano tonelli


www.enelcontemporanea.it

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