Estasi urbana: la nuova installazione di Patrick Tuttofuoco a Brescia

di - 14 Aprile 2025

Cosa accade quando un’opera d’arte pubblica si fa linea di confine tra architettura e vissuto, città e individuo, molteplicità e singolarità? È la domanda che Ex-stasis, la nuova installazione di Patrick Tuttofuoco, rivolge a chi attraverserà gli spazi esterni del Teatro Renato Borsoni, a Brescia. Vincitrice della call artistica LIFE ART – Energia creativa per Brescia. La tua Città Europea, l’opera si inserisce nell’ambito di un più ampio progetto di rigenerazione urbana dell’ex area industriale di via Milano. La call, promossa dal Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con il Comune di Brescia e A2A e curata da Valentina Ciarallo, ha ricevuto 146 proposte da artisti italiani e internazionali. A essere selezionata dalla commissione è stata l’idea di Tuttofuoco: Ex-stasis, un dispositivo scultoreo dalla forma concava e policroma, la cui superficie esterna brilla di colori pop mentre l’interno, specchiante, moltiplica le immagini e invita alla contemplazione.

«Le opere d’arte creano bellezza, ovunque si trovino. Per questo abbiamo accolto con particolare favore l’iniziativa di A2A e Ctb di portare, di fronte al nuovo Teatro Borsoni, un’installazione contemporanea, realizzata da un artista di livello internazionale», ha dichiarato la sindaca Laura Castelletti. «Un ulteriore tassello per rendere via Milano, da anni al centro di una profonda opera di riqualificazione e rigenerazione da parte dell’Amministrazione comunale, sempre più vivibile e interessante».

Patrick Tuttofuoco, ritratto

Classe 1974, Patrick Tuttofuoco è tra gli artisti italiani più riconosciuti nel campo dell’arte pubblica. Il suo linguaggio si distingue per l’ibridazione di materiali industriali e tecnologie contemporanee con forme archetipiche, spesso declinate in chiave partecipativa e urbana. A Brescia, il suo nome è già familiare: la scultura Gothic Minerva accoglie da anni i passeggeri della stazione metropolitana di San Faustino.

Con Ex-stasis, Tuttofuoco prosegue quindi il dialogo con la città. Una T in ferro funge da seduta, rinforzando l’aspetto relazionale dell’opera, pensata per accogliere e far sostare, per riflettere – letteralmente e metaforicamente. L’installazione – che verrà inaugurata nel settembre 2025 in occasione del primo anniversario del Teatro Borsoni – si ispira alla filosofia neoplatonica di Plotino. «Un riflesso dell’Uno nel molteplice: l’estasi come slancio oltre la ragione, dove individuo e città si riconoscono fuori dal tempo», ha spiegato Tuttofuoco. «In dialogo con il teatro e radicata nel tessuto di Brescia, l’opera si offre come soglia riflettente tra scena e vissuto, cucitura simbolica in un quartiere che è crocevia di storie, presenze e trasformazioni», ha continuato l’artista, dichiarando il suo legame con Brescia, «Una città che accoglie l’arte con autenticità, dove il dialogo tra spazio urbano e creatività si fa profondo. Qui la mia opera ha trovato ascolto, curiosità, entusiasmo. E certe connessioni vanno coltivate, come un discorso che non si è ancora concluso».

Patrick Tuttofuoco, Ex-stasis, render

«Con questo lavoro Patrick Tuttofuoco contribuisce a valorizzare uno spazio molto significativo per la comunità», ha dichiarato la curatrice della call, Valentina Ciarallo. «Il teatro è luogo di incontro, ascolto e osservazione. Ex-stasis ne amplifica l’energia con il suo aspetto vibrante. Sarà l’opera di tutti e per tutti, elemento catalizzatore di confronto, trasformazione e curiosità, dove ognuno potrà riconoscersi individualmente e collettivamente, proiettandosi in nuove visioni future».

Patrick Tuttofuoco, Ex-stasis, render

Dal 16 aprile all’11 maggio 2025, inoltre, il MOCA – Centro per le nuove culture di Brescia ospiterà una mostra a cura di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, con la consulenza di Ciarallo, che raccoglierà il progetto di Ex-stasis insieme ad altre 26 proposte selezionate tra le candidature ricevute. Tra queste, cinque hanno ricevuto una menzione speciale per qualità, visionarietà e innovazione: Fulmine di Brescia di Francesco Arena, La vita ti guarda di Fabrizio Cicero, Shine here di Federica Di Carlo, Ceiba garden project_2025 di Michele Guido e Home Theatre di Andrea Nacciarriti. L’esposizione racconterà le molteplici declinazioni del tema proposto, offrendo una fotografia del fermento artistico e progettuale che attraversa la scena italiana e internazionale.

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