La direzione di Flashback Habitat: Stefania Poddighe, Ginevra Pucci e Alessandro Bulgini
Flashback è una fiera dâarte annuale che è cresciuta di edizione in edizione. Da questâanno ha anche una sede che lâha trasformata in un Ecosistema per le Culture Contemporanee, un contenitore di attivitĂ e mostre. Quali sono le prospettive del nuovo progetto?
Flashback è un progetto nato nel 2013 che nel tempo si è concretizzato in numerose iniziative, come la piĂš conosciuta: Flashback Art Fair, la fiera dâarte tutta contemporanea. Questâultima, cosĂŹ come tutti i nostri progetti, si sviluppa con lâobiettivo di portare attenzione a ciò che è trascurato, ignorato o dimenticato, siano esse opere, luoghi o persone. Il Flashback porta lâaltrove nel presente, nella dimensione del qui e ora. Anche Flashback Habitat risponde in pieno a questa necessitĂ . Rivificare un luogo abbandonato, 20.000 mq densi di storia, tramite lâarte e far sĂŹ che la comunitĂ se ne riappropri, è al tempo stesso sogno e traguardo. Grazie ad Alessandro Bulgini (artista e direttore artistico di FB Habitat) abbiamo progettato uno spazio aperto, contenitore di arte e vita, che agisce in base a principi di organicitĂ e connessione, un Ecosistema per le Culture Contemporanee. Punto fondamentale di partenza è la visione di unâarte indissolubilmente legata alla vita, unâarte vissuta, tutta, sul medesimo orizzonte degli eventi.
Lâex I.P.I. è un luogo ricco di storia raccontato nella mostra di debutto Una Vita migliore. Frammenti di storie dellâIstituto Provinciale per lâInfanzia di Torino. Lo spazio conta 20.000 mq, ora riconquistati dopo lâabbandono. Come avete trovato questo magnifico luogo? Quali i punti di forza e quali le difficoltĂ incontrate nel riabitare lâedificio?
La mostra âUna vita miglioreâ, concepita come opera dâarte da Alessandro Bulgini dĂ voce al contesto umano esistito in queste mura. Inaugurato nel 1958 dal Presidente Gronchi, lâI.P.I. ha ospitato circa trecento bambini ogni anno, è un luogo denso di storie e di vita. Dal 2020 abbiamo abbandonato gli algidi spazi fieristici sullâonda della necessitĂ . Questo ci ha portato a vivere unâimportante esperienza di psicogeografia, attraverso la quale abbiamo indagato lo spazio urbano. Durante questa ricerca si sono palesati gli spazi abbandonati di corso Giovanni Lanza, un complesso immobiliare disabitato per piĂš di dieci anni, durante i quali ha subito i danni del tempo e delle persone. Le difficoltĂ sono tante e il processo è faticoso e dispendioso, ma la vita e la storia del luogo rendono la sfida emozionante.
La riapertura di Flashback Habitat presenta la prima mostra del format di approfondimento dellâarte SOLOSHOWGALLERY, dedicato a progetti presentati dalle gallerie dâarte. Avete proposto Mario Sironi, un importante artista del Novecento italiano. Quali saranno le prossime scelte?
SOLOSHOWGALLERY è un format sperimentale di approfondimento attraverso il quale le gallerie hanno la possibilitĂ di presentare un progetto inerente la loro ricerca: un focus su un particolare artista, un periodo storico, una corrente, uno specifico linguaggio. Lâintento è supportare il lavoro di studio e di ricerca delle gallerie che noi riteniamo importantissimo. I galleristi sono i primi diffusori di conoscenza: scoprono lâopera, la studiano, talvolta la attribuiscono, fanno lavoro di archivio. Il risultato di SOLOSHOWGALLERY è una grande mostra dove ancora una volta cultura e mercato concorrono a creare unâopportunitĂ di fruizione e di approfondimento dedicata alla collettivitĂ . La prima mostra del ciclo, dedicata a Sironi, nasce dalla collaborazione con la galleria Aleandri Arte Moderna e con lâArchivio Mario Sironi di Romana Sironi e stiamo lavorando anche sul futuro.
Potete raccontarci qualcosa di piĂš sulla modalitĂ di programmazione dei prossimi eventi?
Flashback Habitat in quanto Ecosistema vive nella relazione con le persone. Alessandro Bulgini ha studiato una programmazione che leghi arte e vita, a partire dalla mostra âUna vita miglioreâ tutto il programma è incentrato sullâarte che entra a far parte del quotidiano.
Due donne alla direzione di Flashback che hanno fatto parecchia strada insieme nella costruzione della fiera dâarte annuale. Come è iniziata la vostra collaborazione? Cosa vi aspettate per il futuro di Flashback.
Tanta strada insieme, una grande condivisione di speranze, delusioni, felicitĂ e sofferenza. Prima colleghe e poi socie, siamo una via di mezzo tra una vecchia coppia abitudinaria e un meccanismo ben collaudato.
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