Frammenti è il nuovo spazio di condivisione culturale a Roma

di - 2 Luglio 2023

Roma sta conoscendo un momento di rinascita grazie a diverse progettualità che stanno portando nella capitale nuova linfa grazie all’apertura di nuovi spazi tra ospitalità e cultura. Tra i nuovi spazi in apertura è Frammenti, all’interno di Palazzo delle Pietre, residenza storica che vanta antiche radici, dove soggiornare a pochi passi da Piazza Navona e il Pantheon. Frammenti è uno spazio destinato alla ricerca e alla condivisione culturale, un laboratorio deputato ad accogliere in tutti i sensi, non solo nei meravigliosi appartamenti, ma anche grazie alle opere scultoree antiche e contemporanee, che fanno di ogni ambiente una casa-galleria.

Qui gli artwork fanno da scenario a chi vuole vivere Roma senza mai abbandonare il contatto con la meraviglia. Il progetto nasce proprio dall’idea di reinventare l’antico concetto di “circolo” creando un’occasione di stimolo culturale, in cui le dinamiche della città prendono vita attraverso le parole e le testimonianze di personaggi ed esperti dei settori più diversi. In questo spazio, la divulgazione si trasforma in un vero e proprio dialogo partecipativo, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il territorio, la sua inesauribile fonte culturale e la sua rara bellezza.

Tutto ciò è stato completamente ideato da Carlo Mazzi che, da cittadino e mecenate, ha scelto la capitale: «Ho ricoperto per oltre 45 anni ruoli tecnico-professionali o manageriali in vari settori di attività: dall’industria aeronautica ai servizi finanziari, dall’università al cinema, dall’investment banking alla moda, ma prima di concludere le mie esperienze lavorative vorrei lasciare qualcosa di tangibile per le generazioni successive e per la città di Roma, che rappresenta la fonte originaria della cultura di ogni italiano (e anche di una più larga parte di popoli)».

Guidato dalla passione per la pietra intesa come scultura antica, condivide con gli ospiti della struttura la sua straordinaria collezione, della quale dice: «Le pietre rappresentano una difesa contro la rapina del tempo perché conservano nei secoli la testimonianza del lavoro dell’uomo alla ricerca della bellezza; l’arte è una virtù che accomuna uomini e donne di ogni parte del mondo. Roma ha raccolto negli scorsi ventiquattro secoli le più belle sculture del mondo e io ho voluto usare questo nome, assieme ad una mia modesta collezione di frammenti, per rendere omaggio alla storia di questa città ed al contempo rendere partecipi delle bellezze di Roma tutti coloro che vorranno trascorrere un po’ del loro tempo nel Palazzo delle Pietre».

Roma è tra le città italiane in cui lo stesso scenario urbano agisce come un enorme teatro dove va in scena continuamente la celebrazione del Bello, ma oltre a mostrarlo può raccontare, come nessun altro posto al mondo, come avvengano questi processi. Ogni periodo, infatti, ha lasciato nell’Urbs una traccia, unitasi alle altre in un gioco di arti e rappresentazioni che non è mai uguale: una continua unione di Frammenti, appunto, che costruiscono infinite storie artistiche e umane.

Il progetto vede il coinvolgimento di Clara Tosi Pamphili, storica e critica delle arti applicate, che cura una serie di incontri e talk su temi che offrono un punto di osservazione inedito per coinvolgere un più ampio pubblico, tra cui studenti che si stanno formando al management culturale. Racconta la stessa Clara Tosi Pamphili: «L’idea di Frammenti nasce dal rapporto con persone straordinarie come Carlo, Patrizia e Barbara Mazzi. Volevano che quello che avevano costruito diventasse una postazione operativa da dove osservare cose nuove, ma sempre esistite. Questa idea mi è sembrata l’occasione per rileggere Roma nella sua unicità. Mi sono sentita come uno scienziato a cui viene messo a disposizione un laboratorio fantastico per fare ricerca! Un’occasione rara che condividiamo con tutta la città».

A intervenire, interlocutori straordinari come Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano, che spazia dal tema dei ritrovamenti archeologici e delle nuove destinazioni museali, al rinnovamento continuo di luoghi come Palazzo Altemps o le Terme di Diocleziano grazie a un uso innovativo degli archivi; oppure Fabio Attorre, direttore dell’Orto Botanico di Roma, raccontato non solo come storico epicentro botanico della città più verde d’Europa, ma anche come luogo di ricerca sugli equilibri mondiali del pensiero green. Il contemporaneo e l’arte del futuro sono invece al centro dell’intervento del presidente della Fondazione La Quadriennale Umberto Croppi, che apre a un mondo di nuove voci artistiche italiane, in un progetto che vanta una tradizione di lettura dell’arte italiana capace di evolversi con strumenti nuovi.

L’archeologia, il verde dell’Orto Botanico, l’arte contemporanea o forme di altissimo artigianato come il cinema sono solo alcuni dei temi del programma, da cui nasceranno spunti di vista inusuali per concetti antichi, nuove informazioni, spunti e suggerimenti non solo per il turista ma per tutti i cittadini. La volontà di condividere, con Palazzo delle Pietre, un motore culturale che alimenta continuamente “Frammenti” generando incontri, formazione, dibattiti e documenti, innescando così un aggiornamento culturale e scientifico che riporta la capitale alla vocazione di luogo non solo contemplativo, ma di conoscenza.

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