“GIOVANI ARTISTI, PRIMA PASSATE DA NOI”

di - 18 Febbraio 2011
Paolo Agliardi, chi sei e cosa hai fatto
sino ad oggi?

Nato a Milano, sono architetto, appassionato d’arte contemporanea,
cultore della materia e collezionista. Il mio amore per l’arte contemporanea è
nato nel 1970 quando, appena laureato, in un cercato incontro con Fabio Mauri ho
comprato Schermi, la prima opera
della collezione. Da allora ho raccolto una rilevante quantità di documenti
autografi di artisti, curatori e direttori di musei, e diverse opere d’arte senza
cadere nella “bulimia” del collezionista. Sono stato tra i fondatori
di Acacia, di Contemporanea, di Artroom21, oltre che fondatore e presidente di
ArteGiovane Milano dal 2003 al 2009.
Ho una ricca biblioteca di libri e cataloghi (diversi dei quali oggi
introvabili) e un archivio di oltre 2.500 artisti.

La novità oggi è CAP, che punta a dare supporto finanziario ai
giovani artisti italiani e stranieri per consentire loro di realizzare
progetti.
Quali sono le motivazioni?

Dare
fiducia all’artista nella fase esecutiva del proprio lavoro; premiare il merito,
mettendo l’artista nella condizione di non doversi occupare anche della
copertura degli oneri di produzione (o almeno non di tutti). In realtà questo
progetto è il naturale sviluppo di quanto da noi avviato (durante la mia presidenza
di ArteGiovane Milano e poi tramite Artroom21) con le residenze per giovani
artisti italiani a New York, grazie al prezioso contributo del Comune di Milano
e della società Anima, lungimirante sponsor privato. Frequentando
questi luoghi di formazione ci siamo resi conto dell’entusiasmo e della grinta che
i giovani artisti sono capaci di tirare fuori davanti alle straordinarie possibilità
di crescita offerte da certi musei, curatori e gallerie. Abbiamo inoltre
verificato che, per la propria
maturazione e il raggiungimento della
massima autonomia, è fondamentale che l’artista possa
contare su un supporto organizzativo e su un iniziale appoggio finanziario. Ovviamente
il nostro supporto,
preventivamente stabilito con l’artista, non potrà coprire tutte
le spese e tutti i costi di produzione; la partecipazione di CAP potrà anche limitarsi a una sola fase.

Com’è strutturato il team?

CAP nasce anzitutto da una passione, la mia, sostenuta e condivisa dall’amico Massimo Buffetti e da altri
collezionisti.

Quali sono i risultati, in termini di visibilità, che mirate a
fornire agli artisti prescelti?

Puntiamo a far
diventare CAP una tappa importante per la crescita dell’artista, attivando al
proposito diversi canali di promozione, esposizione, e contribuendo
affinché le loro opere possano essere presenti in collezioni italiane e
straniere.

Su quanta e quale economia riuscirete a basare un progetto simile?

I fondi verranno messi a
disposizione sia dai membri di CAP che dagli sponsor ai quali verrà illustrato
il progetto e suggerita l’acquisizione di un lavoro dell’artista prescelto a
condizioni favorevoli. Lo sponsor potrà così avere in contropartita un’opera o
semplicemente prestigio e visibilità verso i propri clienti con
l’organizzazione di una mostra dedicata. Comunque, non abbiamo scadenze né
paletti di percorso. Opereremo in assoluta autonomia e senza condizionamenti di
mercato. Se richiesti, affiancheremo i galleristi di riferimento, che saranno
componente imprescindibile del progetto. Se gli artisti non hanno una galleria
di riferimento, potremo essere il tramite per un possibile accasamento. Saremo
anche a disposizione dei curatori per un franco dialogo. Il budget varierà in
base al numero dei progetti e della disponibilità del team.

Come sarà gestito l’accordo economico tra CAP, artista e relativo gallerista?

CAP
potrà concordare col gallerista un diritto di prelazione su una o più opere
realizzate dall’artista. L’opera potrà così
entrare per quote nel patrimonio comune di CAP, essere acquisito da uno dei
membri del team oppure dallo sponsor.

La vostra prima uscita è stato il supporto a Matteo Norzi e Hilario
Isola per il lavoro realizzato presso la Fondazione Bevilacqua La Masa in
occasione della 12. Mostra Internazionale
di Architettura
.
..

Abbiamo
incontrato Matteo e Hilario alcuni mesi fa perché invitati a vedere la loro
mostra presso Art in General a New York, e ne abbiamo subito apprezzato la
professionalità, l’approccio pragmatico e poetico risultato della loro
esperienza internazionale. Li abbiamo ritrovati subito dopo in Italia, e con
loro abbiamo approfondito la conoscenza del progetto per la Fondazione
Bevilacqua La Masa, curato da Paola Nicolin. Ne siamo rimasti affascinati e
abbiamo concordato il nostro contributo, a parziale copertura dei costi. La
soddisfazione di aver sostenuto questi artisti e l’eccellente risultato
raggiunto in una sede così prestigiosa ci ripagano ampiamente degli sforzi
fatti.

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Isola e Norzi
a Venezia

di
marianna agliottone


CAP – Contemporary Art Projects

Via San Vittore 47
– 20123 Milano

Info: info@contemporaryartprojects.net; www.contemporaryartprojects.net

[exibart]

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