È un invito a tornare alla vita e all’arte, alla partecipazione e alla condivisione, ma anche un’asserzione di nuova presenza e di azione ininterrotta, “Come Back”, residenza d’artista realizzata a Matera con il sostegno del Dipartimento Cultura della Regione Basilicata, nell’ambito di “Goodnight”, programma più vasto di residenze ideato dell’artista pugliese Raffaele Fiorella. Un progetto itinerante e mutevole che, a ogni edizione, cambia sede, sottotitolo e tempo di permanenza, e che, nella migliore accezione del format, si relaziona con lo spazio e la comunità ospitanti in maniera significante, traendone pensieri ed esperienze via via nuovi. Il programma, che coinvolge innanzitutto giovani artisti, in gran parte provenienti da Accademie di Belle Arti, alcuni dei quali alla loro prima esperienza, dopo la prima edizione svoltasi a Corato, nella Masseria Torre Sansanello e Torre Chiara, è approdato a Matera, operando, ca va sans dire, nei Sassi.
Svoltasi in collaborazione con Momart Gallery diretta da Monica Palumbo e con il supporto critico di Nicola Zito, la residenza e la successiva mostra hanno visto protagonisti sei artisti, Piero De Palma, Alessia Lastella, Emanuela Noviello, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone, Ester Santovito, giovani ma già con esperienze importanti alle spalle (Lastella, per esempio, è stata tra gli artisti invitati all’ultima Quadriennale romana).
In occasione della residenza, la galleria Momart si è prima trasformata in laboratorio artistico e centro di riflessioni condivise sull’ambiente e sulle abitudini culturali materane e poi in spazio aperto di restituzione in cui allestire le opere nate dal dialogo con le realtà locali. Ma la mostra, conclusasi lo scorso 15 gennaio con la presentazione di un catalogo (che è anche storyboard) edito da Pietre Vive Editore, non è stato l’unico output del progetto.
A segnarne la fine, ma anche un nuovo inizio in termini di partecipazione e condivisione, è l’installazione permanente di Raffaele Fiorella. Sulla facciata dello storico edificio de I Tre Portali Luxury Suites, struttura ricettiva in pieno sasso Caveoso, partner del progetto, l’artista ha allocato tre piccoli omini in terracotta con volti zoomorfi, seduti e con lo sguardo fisso in un punto: il loro è un guardare altrove e lontano, sul tempo a venire ma anche su quello trascorso. Sculture antropomorfe che da tempo Fiorella plasma, lasciandole nei luoghi che attraversa come testimonianza del suo passaggio, dalla Fondazione Pino Pascali a Polignano a Mare al piccolo borgo di Pereto, in Abruzzo, invitato a Straperetana 2019.
Più precisamente, l’opera permanente riprende il progetto partito dal 2016 con il titolo “Prove per una lunga attesa”. Un progetto artistico che prevede, nel tempo, la diffusione di piccole sculture sedute, riprese nell’atto dell’attesa. Un intervento scultoreo diffuso, metafora di un’umanità che attende, condizione esistenziale che è al tempo stesso timore del presente e speranza per il futuro, punto di arrivo e di ri-partenza, status quo e tensione di rinascita. Nel caso del progetto materano, in particolare, l’opera rispecchia lo stato d’animo vissuto dall’artista nel periodo di residenza, immerso in un territorio in cui il paesaggio antropico ancora coincide con quello naturale, un territorio che guarda al futuro rispettando il suo passato, nel quale la tranquillità, la lentezza, la ponderazione, l’attesa appunto, non sono disvalori ma elementi connotativi, non più punti di debolezza ma di forza.
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