Una veduta interna della spazio espositivo di Galleria Continua presso Moulin Saint Marie (Francia) © ABA Catania
Come può l’arte abitare le transizioni del nostro tempo, tra ecologia e tecnologia, sostenibilità e intelligenza artificiale, cura e complessità? È la domanda aperta da ART.IT – Art in Transition. Le arti tra sostenibilità ambientale e innovazione digitale, il ciclo di incontri che prenderà il via domani, 5 novembre 2025, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Promosso dal MIUR – Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR e coordinato dall’Accademia bolognese con la collaborazione delle Accademie di Catania e Ravenna e delle Università di Bologna e Macerata, ART.IT è ideato da Cristina Francucci con un gruppo di docenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna: Maria Rita Bentini, Daniele Campagnoli, Ilaria del Gaudio e Marinella Paderni. Il ciclo si propone come un dispositivo di riflessione sulle transizioni culturali e ambientali che ridefiniscono il ruolo dell’arte oggi, dalla sostenibilità come pratica etica alla tecnologia come estensione sensibile del corpo e della mente, per delineare nuove forme di conoscenza e azione.
A inaugurare il programma sarà Marjetica Potrč, artista e architetta slovena tra le voci più influenti nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra arte, sostenibilità e partecipazione. Il suo lavoro, tra ecologia e urbanistica, esplora modelli di autosufficienza e comunità resiliente, traducendo la sostenibilità in pratica estetica e politica. Il 14 novembre sarà la volta di Tomás Saraceno, artista e architetto argentino noto per le sue installazioni ispirate a reti ecologiche e sistemi planetari. Con progetti come Aerocene e Arachnophilia, Saraceno invita a ripensare la convivenza tra specie e ambienti.
Seguirà, il 17 novembre, il duo Caretto/Spagna, pionieri dell’arte ecologica italiana. La loro pratica, radicata nell’osservazione del paesaggio e nei processi di trasformazione della materia, mette in dialogo biologia, antropologia e pratiche collaborative, restituendo un’idea di arte come strumento di coesistenza. Il 10 dicembre sarà protagonista Tim Ingold, antropologo britannico e tra i più acuti pensatori del nostro tempo. Le sue ricerche sull’ecologia della cultura, la percezione ambientale e le relazioni tra umani, animali e tecnologie hanno ridefinito il modo in cui pensiamo l’abitare e la creatività.
Il ciclo si concluderà a gennaio 2026 con il laboratorio di progettazione ecoLogicStudio, fondato a Londra da Marco Poletto e Claudia Pasquero. Il loro lavoro unisce biotecnologia, intelligenza artificiale e sistemi viventi per sviluppare modelli urbani carbon-neutral e rigenerativi, come nel recente progetto Deep Forest, presentato al Louisiana Museum in Danimarca.
ART.IT – Art in Transition è parte di un ampio programma di ricerca internazionale che include residenze, workshop e convegni dedicati alle intersezioni tra arte, ambiente e nuove tecnologie. Dopo le tappe in Danimarca e in Francia, al Louisiana Museum e presso Studio Orta Les Moulins, e il recente workshop di Ravenna, il progetto proseguirà con un convegno a Catania, il 15 e 16 gennaio 2026, e si concluderà al MAMbo di Bologna, nel marzo 2026, con un evento di restituzione collettiva.
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