Intangib(i)le: il patrimonio immateriale della Campania entra nell’era digitale

di - 10 Ottobre 2025

Se l’esperienza del mondo si gioca sempre più sulla dimensione tra reale e virtuale, la memoria collettiva ha trovato nuovi modi di esistere e di raccontarsi. È in questo spazio ibrido, territorio e rete, che nasce intangib(i)le, la nuova rivista digitale ideata da L’Arsenale di Napoli e pubblicata da Alòs Edizioni, con il sostegno della Regione Campania. Un progetto editoriale che mette il concetto di patrimonio immateriale alla prova di un territorio vivo, da interrogare al di là degli stereotipi. «Diffondere la memoria di luoghi, oggetti, saperi e tradizioni significa permettere alle comunità di continuare ad arricchire le loro pratiche culturali attraverso lo scambio con i visitatori, mantenendole vive e autentiche», ha spiegato Bruno Crimaldi, direttore di Alòs Edizioni.

Angolo di Caggiano

Diretta da Marco Izzolino con il coordinamento editoriale di Bruno Crimaldi, la rivista verrà lanciata ufficialmente con l’evento intangib(i)le Day, il 13 ottobre, alla Santissima Community Hub di Napoli, e si propone come un museo liquido della cultura campana: 12 numeri monografici, dedicati ad altrettanti luoghi e comunità della Campania, in un racconto corale che attraversa borghi, coste e aree interne, dai vicoli di Spaccanapoli al mare di Procida, da Calitri paese-scrigno a Caggiano borgo di pietra e di musica, fino all’Ecomuseo del Bussento Contemporaneo di Morigerati e ad Atena Lucana, dove archeologia e street art dialogano.

Casteldisasso

«Intangib(i)le rappresenta per noi un’opportunità unica per connettere il passato, il presente e il futuro della cultura campana, incoraggiando, attraverso una narrazione autentica e coinvolgente, un turismo consapevole e sostenibile che valorizzi le comunità locali e il loro sapere», hanno sottolineato Maria Cristina Comite e Marco Izzolino de L’Arsenale di Napoli.

Atena Lucana, la terra mi tiene, Foto di Andrea Semplici

In occasione della presentazione del 13 ottobre, saranno pubblicati due nuovi numeri dell’e-magazine: il n. 9 sulle Stazioni dell’Arte della Metropolitana di Napoli come patrimonio immateriale e il n.10, che racconterà la relazione tra le donne e il mare di Procida e Monte di Procida. Inoltre, negli spazi adiacenti alla Sala Affreschi saranno installate la video proiezione del progetto fotografico di Giacomo Por dedicato a Sant’Agata dei Goti e il video Teoréma Celéste (2020) di Ilaria Abbiento dedicato al numero dell’e-magazine su Monte di Procida. Ancora, sarà in esposizione la mostra delle copertine di intangib(i)le firmate dalla graphic designer Ivana Gaeta.

Stazione Chiaia Linea 6, ph. Pietro Pirezzi

Secondo la definizione UNESCO, il patrimonio culturale immateriale comprende le pratiche e i saperi trasmessi di generazione in generazione, costantemente rinnovati e ricreati. Intangib(i)le riparte da questa idea e la traduce in una chiave contemporanea: se un tempo la trasmissione avveniva per oralità e gesto, oggi passa anche per pixel, video, podcast e piattaforme interattive. In questo senso, la rivista digitale si fa dispositivo di narrazione in tempo reale, uno spazio partecipato che restituisce alle comunità il ruolo di autrici del proprio patrimonio.

TRANSLUOGHI Ecomuseo del Bussento Contemporaneo – Morigerati

Ogni numero di intangib(i)le è dedicato a un luogo e alla sua identità visiva, sonora, narrativa, raccogliendo contributi di storici dell’arte, filosofi, sociologi, scrittori, artisti, fotografi, architetti, designer, rappresentanti istituzionali, direttori o responsabili dei siti culturali, guide turistiche, insegnanti, artigiani, coltivatori, produttori locali, abitanti dei comuni interessati e, ancora, altri interpreti della vita dei territori.

Copertina intangibile n.1

Le fotografie di Giacomo Por per Sant’Agata dei Goti

Istruzioni su come “leggere” le fotografie di Giacomo Por: approfittando del medium digitale, «vedere le fotografie senza alcuna altra forma di illuminazione se non quella custodita dentro le fotografie. Vale a dire, stando al buio».

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