Interno domestico. E problematico

di - 14 Gennaio 2018
“Letdown” è una delle numerose mostre che hanno inaugurato durante la frequentatissima art week torinese, la settimana dell’arte che si svolge a novembre e che coinvolge, attorno all’evento centrale della città, Artissima, il vasto circuito di istituzioni, musei, fondazioni e gallerie di Torino.
Accanto a questa personale su Sanya Kantarovsky (Mosca, 1982), la Fondazione Sandretto ha proposto anche un’altra importante mostra realizzata in collaborazione con OGR-Officine Grandi Riparazioni, dal titolo “Come una falena alla fiamma” (Like a Moth to a Flame), un imponente progetto espositivo curato da Tom Eccles, Mark Rappolt e Liam Gillick e che mette in scena opere e oggetti che la città stessa e i suoi residenti hanno da sempre collezionato.
Ma alla Fondazione Sandretto, Kantarovsky (fino al prossimo 25 febbraio) è il vero protagonista. Una mostra asciutta ma potente, poche ma grandi tele dipinte occupano a tutto tondo le pareti della sala espositiva in un sincero dialogo tra le architetture dello spazio e quelle descritte nei dipinti. Queste ultime sono la raffigurazione delle decadenti case popolari della città di Khrushchyovka. Una realtà di cui Sanya testimonia l’emergenza abitativa e la conseguente frettolosità con cui il governo cercò di riparare con il risultato di case poco sicure e in stato pericolante.
Installation view, Letdown, 2017 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
A corredo di questo dialogo tra opere e architettura, un gruppo di tartarughe d’acciaio, le cherepashki, accentuano l’impressione di trovarsi in un contesto cittadino, in uno spazio aperto dove i quadri, come finestre aperte, permettono allo spettatore, in maniera quasi voyeuristica, di scoprire scomode verità domestiche.
Le origini russe del giovane artista si colgono subito osservando le opere esposte: imponenti soggetti figurativi dai toni freddi, a evocazione di un clima, di uno stato interiore angoscioso e sofferente. Sanya è nato a Mosca nel 1982 ed emigrato negli Stati Uniti da bambino, e nelle sue pitture emerge il ricordo di una realtà ormai lontana ma di cui sono vividi, come i colori con cui li descrive, i disvalori, le problematiche e il declino dell’Unione Sovietica.
Ma nei dipinti, oltre agli edifici, ai contesti urbani e paesaggistici, emergono figure umane colte nella loro debolezza, quasi private della loro anima. Sono corpi contorti, deformi, sottomessi, vittime di esperienze dolorose e brutali.
L’opera di Sanya odora di denuncia politica e sociale, e lo si percepisce anche dalla tecnica con cui queste tele sono lavorate. Strati di vernice applicati, cancellati o raschiati, e nella cui materica composizione si discernono scene narrative popolate da figure isolate e sinuose. Nella sua maniera, c’è il brivido e il terrore di un ricordo infantile come l’esigenza e il turbamento di volerlo liberare, di sviscerarlo e tramutarlo in presenza artistica.
Carla Ingrasciotta

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01
  • Mostre

Nel sonno si dissolve il controllo: una mostra per delega da Mondoromulo

Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…

24 Aprile 2026 12:20
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026: la giuria esclude Russia e Israele dalla corsa ai Leoni

La giuria della Biennale Arte 2026 ha annunciato che non prenderà in considerazione i Padiglioni della Russia e di Israele…

24 Aprile 2026 10:57
  • Progetti e iniziative

Caro Alberto: le cartoline per Garutti arrivano alla galleria neon di Bologna

Caro Alberto è il progetto collettivo che riattiva il metodo di Garutti: dopo le tappe a Roma e Recanati, le…

24 Aprile 2026 10:29
  • Mostre

Al Museo MITA di Brescia una mostra per scoprire l’arte dei rari tappeti cinesi

Un viaggio suggestivo lungo le vie della seta, tra secoli di storia e territori lontani, dove ogni dettaglio assume un…

24 Aprile 2026 9:40
  • Mostre

A Venezia c’è un po’ di Sardegna: l’anima dell’argilla in mostra a Palazzetto Tito

Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…

23 Aprile 2026 22:30