«The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had», cantava Curt Smith, malinconicamente affacciato a una finestra. E se quello dei primi anni ’80, dei Tears for Fears e dei mullet, era un Mad World, quello di oggi It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World. E arrivati a questo punto di questo grande sogno, vediamo che succede, magari con lo sguardo di occhi particolarmente attenti.
It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World è il nuovo progetto di exibart e Milano Art Guide che guarda al mondo dell’immagine contemporanea e un po’ oltre, per esplorare la fotografia degli Anni Venti del Duemila, iniziati con i fuochi d’artificio a dir poco. Attraverso il personale punto di vista di alcuni tra gli autori più interessanti, costruiremo un grande atlante fotografico per cercare di interpretare cosa significa fotografare negli anni 2020. Dal 15 dicembre e per ogni settimana, il martedì e il venerdì, due autori si racconteranno attraverso le stories instagram di exibart e Milano Art Guide. Non vi resta che alzare il volume di It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World e aprire bene gli occhi.
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