Emeroteca dell’Arte, Mestre, foto Nico Covre
Tra via Poerio e piazza Ferretto, nel centro di Mestre, un palazzo storico diventa incubatore di nuove idee e di sperimentazioni artistiche: si tratta della rinnovata Emeroteca dell’Arte. Il progetto, che ha preso il via lo scorso dicembre, ha sede in uno splendido edificio di proprietà del Comune di Venezia ed è interamente gestito da Fondazione MUVE, che qui ha sviluppato un programma di residenze artistiche dedicato ai giovani talenti del territorio.
Si tratta di un’iniziativa che assume maggior significato nel contesto del più ampio programma della Fondazione di trasformare la città mestrina in una vibrante fornace di cultura. Qui, esposizioni e convegni si andranno a mescolare con la concreta produzione dei giovani artisti, che nell’Emeroteca hanno accesso ad ampi e luminosi studi personali.
In particolare, gli artisti che attualmente stanno svolgendo una residenza in questa sede sono tredici: dieci di loro sono stati selezionati attraverso il bando pubblico di Fondazione Bevilacqua La Masa, con la quale Fondazione Musei Civici di Venezia ha stretto un accordo di collaborazione. Due residenze sono state invece assegnate ad artisti partecipanti all’edizione 2024 del concorso Artefici del nostro tempo, mentre un’ultima residenza è stata accordata a un pittore partecipante al Premio Mestre di Pittura 2024.
I tredici atelier con sede a Mestre si sommano dunque ai quindici studi di Fondazione Bevilacqua in isola: insieme, questi spazi, tutti gestiti da Fondazione Musei Civici, costituiscono il programma di residenze più ampio d’Italia.
Le ricerche degli artisti che attualmente lavorano a Mestre spaziano dai media tradizionali a video-art, giochi interattivi, documentari e sceneggiature, dando così vita ad un ambiente variegato, in cui poetiche e media differenti possono influenzarsi, fondersi e dar vita a nuove creazioni. A ciò si somma l’importante opportunità di entrare in contatto con critici, curatori, giornalisti e di rapportarsi con il curatore Antonio Grulli, che segue attivamente i giovani durante il loro lavoro in atelier.
L’idea di uno spazio eclettico è perseguita anche nel nuovo Caffè Letterario dell’Emeroteca, articolato tra piano terra e mezzanino: un luogo immaginato come zona d’incontro e di dialogo per gli amanti dell’arte e della letteratura, che qui hanno accesso ad una selezione di volumi provenienti dalle ricche collezioni dei Musei Civici di Venezia.
Infine, è interessante segnalare il programma di eventi proposto dall’Emeroteca dell’Arte, che include tutta una serie di conferenze, incontri con gli artisti e, il prossimo 26 febbraio, la presentazione da parte di Adrian Peci del suo nuovo libro Le (mie) storie dell’arte / My Art (Hi)stories.
Questo ampio ventaglio di iniziative rientra nel programma 2025 dei Musei Civici Veneziani, che ha come obiettivo quello di spingere i valori della cultura anche al di fuori di quelli che sono gli spazi tradizionali del museo, per ridonare a Venezia il suo ruolo centrale nello scenario artistico globale.
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