VOLVO - work in progress EVA
Dai più complessi sistemi di frenata assistita, al semplice ma fondamentale gesto di allacciare bene le cinture, i meccanismi di sicurezza delle automobili sono una delle espressioni più raffinate dell’ingegno umano, eppure non sono uguali per tutti. Un ricerca dell’Università della Virginia, svolta con manichini specifici sottoposti a crash test, ha dimostrato che gli incidenti stradali presentano più fattori di rischio per persone di sesso femminile. Con il progetto EVA – Equal Vehicle for All, Volvo Cars ha scelto di condividere le proprie conoscenze, maturate in 40 anni di ricerche sulla sicurezza, con l’obiettivo di sviluppare sistemi in grado di garantire la giusta protezione per tutte le persone, di ogni genere, sia all’interno sia all’esterno dell’auto. E quale modo migliore, per raccontare questa storia, di un progetto artistico? è nata così l’idea di commissionare a giovani talenti dell’arte contemporanea un’opera ispirata a EVA. Protagonisti della prima art commission di Volvo sono Edoardo Sessa e Aurora Pozzi, conosciuti durante la rassegna Avant Young | #safety, dedicata ai talenti delle Accademie di Belle Arti di Venezia, Bologna, Milano e Firenze. Il progetto sarà presentato oggi, alle 17, in diretta su YouTube dal Volvo Studio Milano.
«Il team di Volvo si è trovato di fronte a moltissimi lavori alcuni davvero di grande qualità e rilievo, tra cui le opere di Edoardo Sessa e Aurora Pozzi», spiegano da Volvo che, oltre ad aver ricevuto una menzione speciale al Premio Cultura + Impresa 2019 per il Volvo Park, ha già sviluppato un articolato programma culturale, tra arte e design, attraverso le iniziative di Volvo Studio Milano. «Il progetto E.V.A. è visualizzato attraverso immagini di corpi femminili sottoposti a impatti perché vuole mettere in evidenza in maniera forte la fondamentale ineguaglianza nello sviluppo dei sistemi di sicurezza per le auto da parte dei costruttori automobilistici in generale: a parità di impatto, un corpo femminile subisce mediamente più danni di un corpo maschile. Ma le donne costituiscono solo uno dei tanti esempi di vittime di tale ineguaglianza in tema di sicurezza», continuano.
«Ben consapevole di ciò, Volvo fa da sempre eccezione in virtù delle ingenti risorse ed energie destinate a studi specifici per la protezione di tutti gli occupanti di un’auto, indipendentemente dal peso, dalla corporatura, dall’età o dal genere. Il progetto E.V.A. sottolinea dunque la necessità di una uguale sicurezza per tutti, sulla base dello stesso senso civico che guidò le scelte di Volvo nel 1959, allorché non brevettò le cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio mettendole a disposizione di tutti i costruttori automobilistici».
Edoardo Sessa e Aurora Pozzi collaborano da alcuni anni e, mantenendo un approccio interdisciplinare, creano connessioni tra ambiti differenti, in primis antropologia e arte. Per l’art commission di Volvo, Sessa e Pozzi hanno realizzato una scultura realizzata in fil di ferro, che riprende i lineamenti della figura femminile di Eva, simbolo e madre di tutta l’umanità , mitologica progenitrice e musa dell’opera. La scultura in ferro, che ricorda un fluido tratto di penna fugace ma deciso, evidenzia alcuni dei tratti del corpo femminile, tra cui la delicatezza e la dolcezza delle forme.
Edoardo Sessa è nato nel 1995 a Varese. Formato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, utilizza principalmente la scultura come mezzo d’espressione, tra installazioni e opere d’arte ambientali.
Nata nel 1998 a Varese, Aurora Pozzi frequenta l’università di Antropologia, religioni e civiltà Orientali di Bologna. Riprendendo metodi e concetti dai settori dell’antropologia, della sociologia e della psicologia, Pozzi riflette sui fenomeni più urgenti della contemporaneità .
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