Lasciatevi emozionare

di - 15 Luglio 2017
“L’Emozione dei colori nell’arte”. Un titolo che in questi mesi ha suscitato la nostra attenzione e la nostra curiosità. Si tratta della mostra voluta dalla direttrice di Castello di Rivoli e GAM Carolyn Christov-Bakargiev, per approfondire quel rapporto quasi mistico che intercorre tra il colore, l’artista e il pubblico fruitore. Attraverso 400 opere, distribuite tra la Galleria d’Arte Moderna di Torino e il Castello, fino al 23 luglio, è possibile compiere un viaggio alla scoperta delle ricerche e degli studi sul potere emozionale dei pigmenti. Che abbiano un’origine di natura oggettiva basata sulla riflessione delle onde elettromagnetiche, come ci ha insegnato Newton, o che derivino da una percezione più soggettiva, come supposto da Goethe, poco importa in realtà: il colore non deve essere spiegato, lo riconosciamo ancor prima di aver dato una forma a un oggetto, suscita in noi emozioni ed è veicolo di molteplici messaggi.
L’emozione dei COLORI nell’arte, Castello di Rivoli, foto di Andrea Guermani
Il percorso inizia a Rivoli dove troviamo già un interessante numero di opere. Partiamo da quello che potremo considerare il primo monocromo della storia dell’arte, Il Limone di Manet, per passare poi alle luci a led minimaliste di Dan Flavin, e giungere infine a quelle opere che richiedono il diretto coinvolgimento del pubblico, come la stanza totalmente illuminata di Olafur Eliasson, Room for one colour.
Non poteva mancare Alexander Calder che attorno al colore rosso ha costruito buona parte della sua arte: «Amo il rosso così tanto che vorrei dipingere tutto di rosso» affermava alla fine degli anni Quaranta. Un pigmento ripreso anche da Anish Kapoor in tempi più recenti quando dichiara che «Il rosso è il colore dell’interno dei nostri corpi. È il centro». Presente anch’egli a Rivoli con l’opera 1000 names, si aggiunge ad altri artisti del panorama artistico contemporaneo internazionale come Liu Wei, Damien Hirst, Tony Cragg, che insieme offrono al pubblico del Castello un corpus di capolavori molto interessante e di grande qualità.
L’emozione dei COLORI nell’arte, GAM, Photo Giorgio Perottino
Per proseguire dobbiamo spostarci alla Gam di Torino. Qui sono ospitati alcuni nomi di rilievo tra cui Wassily Kandinskij, in esposizione con Impression VI Sonntag, Plauderei e Deux points verts, opere che in breve condensano l’evoluzione artistica del Maestro della Bauhaus, il quale affermava: «Il colore è il tasto. L’occhio il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto fa vibrare l’anima». Tonalità accese, quasi aggressive quelle utilizzate invece nell’arte di Henri Matisse, che insieme agli altri componenti del movimento Fauve cercava un contatto intimo con il pubblico. Come? Attraverso colori intesi, innaturali, a volte spremuti direttamente dal tubetto sulla tela! In mostra anche artisti come Depero, Gallizio, Rothko. Di particolare interesse poi i lavori Op Art, che portano la nostra percezione visiva all’estremo, cosicché di fronte a quadri come Vega 222, di Victor Vasarely, siamo disorientati e attratti al tempo stesso. L’installazione optical di Carlos Cruz Diez, composta da un’accesa illuminazione a led proiettata sulle pareti di tre stanze percorribili dai visitatori, è un’immersione completa nel colore e nella luce: dal blu al rosso passando per il verde, l’opera ci avvolge e ci mostra tutto il potere del cromatismo sul nostro umore e sulle nostre sensazioni. Ripercorrendo a ritroso il corridoio della Gam, il cui pavimento è rivestito anch’esso con l’opera psichedelica di Jim Lambie, Zobop, si giunge nell’ultima sezione in cui ci aspettano noti Maestri del colore: da Lucio Fontana, a Nicola De Maria, da Paul Guiragossian sino a Shozo Shimamoto, che con Capri chiude il percorso espositivo.
I colori da sempre sono il mezzo espressivo degli artisti che spesso ne hanno fatto il centro della loro ricerca. “L’Emozione dei colori nell’arte” propone al pubblico un insieme di alcune tra le migliori opere realizzate dall’Ottocento sino ai giorni nostri. Non tutto vi piacerà, ma sicuramente qualcosa vi emozionerà!
Chiara Gallo

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