KATIE SONICA
La lucha libre è uno dei simboli più iconici della cultura messicana: combattimenti spettacolari, acrobazie, maschere dai colori sgargianti che celano identità segrete. Ma dietro lo spettacolo si nasconde una storia di resistenza. Le luchadoras, le lottatrici professioniste, hanno fatto il loro ingresso negli anni Trenta, negli stessi anni in cui Salvador Lutteroth González fondava l’Empresa Mexicana de Lucha Libre, oggi CMLL. Osteggiate a lungo, addirittura vietate nella capitale dal governo del Distretto Federale negli anni Cinquanta, le donne sono rimaste confinate nelle province fino al 1986, quando il divieto venne finalmente abolito.
Da allora, la loro presenza sul ring ha assunto il valore di un atto politico, un confronto sportivo per l’affermazione del sé, un ribaltamento dei ruoli per la rivendicazione di spazio in una società segnata dal machismo. Indossare la maschera significava liberarsi dall’emarginazione e incarnare identità eroiche, come hanno dimostrato figure di riferimento quali Faby Apache, Lady Shani e Sexy Star.
È da questa genealogia che prende forma Luchadoras, il nuovo progetto di Elena Ketra, sostenuto dalla Fondazione Solares delle Arti. Un’opera multidisciplinare che intreccia ricerca storica, design, performance e attivismo sociale. L’artista ha ricostruito la memoria delle luchadoras attraverso un archivio visivo e narrativo, trasformandolo in una genealogia di forza e ribellione.
Nove maschere cucite a mano diventano i manifesti del progetto: indossarle vuol dire prendere parte a un processo di metamorfosi, passare da vittima a protagonista, da invisibile a invincibile. Ketra le indossa in una performance fotografica: le immagini, rielaborate graficamente, si trasformano in manifesti di grande formato che richiamano l’estetica vintage delle arene messicane.
A orientare il senso del progetto è però la dimensione partecipativa, con un esperto di autodifesa a condurre un corso gratuito aperto a tutti: un gesto che travalica l’arte per offrire strumenti pratici e simbolici, rafforzando fiducia e consapevolezza del corpo. Luchadoras nasce infatti con vocazione itinerante: l’obiettivo è attivare collaborazioni con centri antiviolenza e comunità locali in Italia e all’estero, portando la lotta delle lottatrici messicane come simbolo globale di emancipazione e resistenza.
Il lavoro si inserisce nella poetica di Elena Ketra, artista multidisciplinare che da anni concentra la sua ricerca su empowerment femminile, inclusione sociale e identità. La sua pratica, sospesa tra ironia e provocazione, assume il corpo come territorio politico, interrogando criticamente i ruoli di genere e decostruendo gli stereotipi del femminile.
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