Roberto Coda Zabetta, CANTIERE/SCUOLA, Ph. Henrik Blomqvist
Se distruzione deve essere, che almeno sia splendente da osservare. E anche poetica e densa di significati e di sfumature, tra monumento e simbolo, permanenza e transitorietà. In questa area liminale si inserisce l’intervento che Roberto Coda Zabetta ha dedicato alla ex scuola del Parco La Spezia, in via Rimini, a Milano. Avviato alla sua definitiva demolizione, nella primavera 2023, l’edificio per questi suoi ultimi mesi risplenderà con le tonalità del bronzo, le cui cromie sono state distese in maniera uniforme su tutte le superfici, muri, tetti, porte, finestre.
L’intervento è stato promosso dal Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, che, a seguito dell’apertura del nuovo headquarter in via Rimini e della suggestiva Piazza d’Acqua che lo fronteggia, ha voluto coinvolgere Super, il festival delle periferie, per avviare un dialogo con il quartiere. La realizzazione dell’opera si colloca al termine di un lungo processo di dialogo, avviato nel 2019, e che ha visto la collaborazione dell’architetto Federica Verona, coordinatrice del progetto, e di Negro Servizi, Consorzio Cooperative Lavoratori, Black Mamba Production, PCM Studio, Romeo Safety Italia e Comune di Milano, Municipio 6, oltre che di Gruppo CAP, Super e dello stesso Roberto Coda Zabetta.
Rievocando la lunghissima storia del bronzo, lega impiegata per molteplici scopi e, in particolare, nella statuaria, per la sua capacità di rendere anche i minimi dettagli, l’artista nato a Biella, nel 1975, ha fatto splendere i valori narrati dall’architettura della scuola, per le sue funzioni dedicate alla diffusione della conoscenza e del sapere. Ora, in attesa della sua distruzione, l’edificio è stato rigenerato, riqualificato, riabilitato. Ma solo temporaneamente, in un omaggio all’impermanenza, alla volatilità. Che può essere un concetto splendido ma anche pericoloso.
La demolizione, infatti, avverrà per ragioni di sicurezza: nella struttura erano state rilevate importanti tracce di amianto. La realizzazione dell’opera ha visto la fondamentale partecipazione di Davide Negro con l’azienda Negro Servizi Srl, che si è occupata dell’incapsulamento dell’edificio attraverso vernici ad hoc, che garantiscono la tutela della salute dei cittadini dai residui di amianto rilevati nell’edificio.
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