MOUE: il primo festival della grafica di Foggia va in scena alla Pinacoteca il 9cento

di - 15 Maggio 2025

Domani, 16 maggio, la Pinacoteca il 9cento di Foggia ospiterà la prima edizione di MOUE – Foggia Graphic Fest, festival gratuito dedicato al graphic design e ai linguaggi visivi contemporanei. Un evento che unisce mostra, parola e spazio pubblico in un unico gesto collettivo.

Moue, in dialetto foggiano, è un’esortazione: significa “adesso”, “subito” e manifesta l’urgenza di un agire immediato; proprio da questa urgenza si origina il primo festival della grafica locale, nato dalla collaborazione tra GENERACT e l’Accademia di Belle Arti di Foggia all’interno del programma “100 giorni per la legalità” del Comune. Più che una rassegna, MOUE è un manifesto: forse proprio per questo trova nella grafica il suo verbo, per esprimere chiaramente la necessità di abitare la città, restituire senso ai luoghi e voce a chi li attraversa.

Parole a galla, Claudia Cavaliere

Il festival, coordinato dal prof. Guido Lombardo, si articola in due mostre realizzate dagli studenti del triennio in Graphic Design: Partiture visive, una sinestesia tipografica in cui testi di canzoni che diventano spartiti silenziosi, ritmo composto da font, pause e pieni; Parole a galla, un atlante emotivo in bottiglia in cui messaggi anonimi, scritti solo con la tipografia, navigano tra memoria, identità e urgenza di esserci.

Sabino Ditrani – Manifesto

In programma anche incontri con professionisti del panorama artistico italiano: Stefano Cipolla, art director de L’Espresso e fondatore di Grafica Mag, rifletterà sul potere politico delle immagini; Andrea Vendetti (Slab Letterpress) introdurrà il tema de la stampa a caratteri mobili nel presente; Mauro Acito (TAM – Tower Art Museum di Matera) racconterà il suo coraggioso progetto museale nato in risposta a un vuoto urbano.

MOUE nasce come contenitore espositivo, ma si evolve in dispositivo culturale che forma, connette, attiva: è Foggia che prova a fare inversione di marcia attraverso i giovani, le loro idee e un “adesso” che finalmente pretende il suo tempo.

Francesco Maiellaro – Manifesto

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