Daniel Buren, Axer / Désaxer. Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli
Partirà il 17 dicembre Museo Futuro, una masterclass online promossa dal Museo Madre, per approfondire il concetto di museo, alla luce delle possibilità date dalle nuove tecnologie. Ideato da Jeffrey Schnapp e Laura Valente con la collaborazione di Elisabetta Terragni e Daniele Ledda, il percorso formativo affronterà argomenti cruciali in ambito museale, soprattutto in ragione dell’attuale situazione di emergenza da Covid-19, che sta mettendo a dura prova le istituzioni culturali. Si parlerà di progettualità e ricerca, dell’identità di un museo e del suo impatto nel mondo fisico e in quello virtuale, esperienze ormai sempre più intersecate e, quindi, dell’interazione e della multisensorialità , della reinterpretazione degli spazi. Il percorso formativo di Museo Futuro si concluderà con una pubblicazione dinamica in 4d.
«Oggi, la stragrande maggioranza di noi porta dei piccoli computer in tasca ossia i nostri telefonini», ha commentato Schnapp, membro del comitato scientifico del Museo Madre e figura di riferimento nel campo delle digital humanities.
«Sono mutamenti che hanno aperto uno spazio molto più ampio di dialogo: siamo passati da esperimenti che si limitavano ad analisi di testi e inventari, all’analisi del suono, delle immagini, dei video, della multimedialità che oramai è diventata una componente fondamentale per la cultura digitale. Quindi lo spazio dell’umanistica digitale, il suo laboratorio, ricopre tutte le forme di cultura del nostro tempo. Oramai, i dati non solo documentano la storia delle culture, ma sono una componente basilare del patrimonio culturale stesso. La nostra ambizione è quella di adottare un modello di formazione che ha come obiettivo “risolvere un problema di ricerca” con una definizione volutamente promiscua dei frutti di questi lavori, sempre di squadra che comprendano mostre, archivi, libri, piattaforme digitali, software, allestimenti, performances», ha concluso Schnapp.
La partecipazione al Museo Futuro del Madre è gratuita, a seguito di una open call, aperta fino al 15 dicembre e dedicata ad artisti, performer, curatori, storici dell’arte, autori, registi, videomaker, scrittori, di età compresa tra i 21 e i 40 anni. Un’apposita commissione valuterà le domande pervenute e selezionerà i 20 ammessi alla masterclass. Qui tutte le informazioni.
«Il digitale ti impone, quando è creativo, modi diversi di guardare alle cose. Questo momento di crisi può e deve diventare un’opportunità per sperimentare linguaggi espressivi che in un regime di normalità non avremmo mai avuto il coraggio di sperimentare. Con Jeffrey in principio avevamo pensato ad un’esperienza ibrida, metà in presenza e metà su piattaforma virtuale, ma il secondo lockdown ci ha portato verso una nuova elaborazione del format, aperta a curatori e artisti, designer e architetti e a tutti quei profili che vorranno osare misurarsi con un modo nuovo di intendere le professioni museali», ha raccontato Laura Valente, presidente della Fondazione Donnaregina del Museo Madre.
«Sette mesi per dieci stanze reinventate sulla collezione permanente del Madre, a cui si aggiungono residenze digitali con inediti risvolti creativi e produttivi. Si uscirà da questo percorso, che ancora non sappiamo dove ci porterà , con quello che noi vorremmo chiamare “certificato di museologia sperimentale”. Una bella sfida per tutti».
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