Glo, brand di punta di BAT British American Tobacco Italia per i dispositivi a tabacco riscaldato, il cui purpose aziendale è espresso dalla frase “A Better Tomorrow”, sintetizza l’impegno rivolto ai consumatori e alla società verso un “futuro migliore”. Ora il marchio intende non solo creare nuovi centri di ricerca e sostenibilità, ma anche innescare un cambio di paradigma, supportando l’arte con il progetto itinerante ART&more by glo. L’iniziativa inclusiva, inaugurata lo scorso luglio a Napoli, promuove la produzione di opere, con il fine di rendere l’arte contemporanea il più possibile fruibile, estendendosi sul territorio italiano. A partire da novembre e in collaborazione con l’artista Nico Vascellari, glo si mostra dunque in veste di “mecenate” e parte dal sud, da Bari e Catania.
«È un onore per noi poter lavorare con Nico Vascellari, un nome di spicco che, con le sue opere, ha saputo esprimere perfettamente i valori con un processo di inventiva dirompente, in cui passato e presente convivono, senza compromessi», commenta Brigitte Maria Santner, Country Manager di BAT Italia.
Se l’uomo, fin dall’epoca preistorica, si è sempre interrogato riguardo al suo rapporto con la natura, oggi questa indagine vuole sottolineare l’urgenza di affrontare, a livello globale, la questione ambientale e climatica. Con Alba dei tempi, Vascellari ha dato forma a due imponenti sculture, nelle quali primordiale e contemporaneo si fondono, che verranno donate ai Comuni ospitanti per arricchirne il patrimonio culturale. Protagonista è la pittura rupestre, la più antica forma d’arte e testimonianza dell’uomo, caratterizzata da una «Creatività diffusa non ancora inquadrata in ruoli e spazi». L’idea si origina dalla sensibilizzazione che l’artista, tramite la sua produzione, rivolge alla sfera animale e ancestrale, quest’ultima concretizzata dalla dionisiaca band Ninos du Brasil, formata da Vascellari dieci anni fa.
Ispirandosi al graffito di un pinguino ritrovato nella grotta provenzale di Cosquer, risalente a 27mila anni fa, l’artista trasferisce la sagoma tracciata in un’installazione metallica di cinque metri per sei. Per la realizzazione dell’opera, ha adoperato una fusione a terra, attraverso la quale l’alluminio è stato colato all’interno di uno stampo composto da terra rossa e rotto al termine del processo per poterne estrarre il prezioso “pezzo”, che sarà esposto al Museo Archeologico di Santa Scolastica e che rimarrà a Bari.
Per Catania, invece, l’artista ha lavorato alla trasposizione di un pittogramma di un’antica specie di delfino (10.000-6.000 a. C.), rinvenuto nella Caverna del Genovese alle Isole Egadi. «È un’opera nata, almeno a livello teorico, durante il primo lock-down. In un momento di sconforto e insicurezza ho trovato che potesse essere “utile” immaginare di non poter uscire di casa, rimanendo al riparo dal mondo esterno, come se vivessi asserragliato in una caverna. Nell’affrontare questa situazione mi sono chiesto con quali elementi, materiali avrei potuto lavorare e i primi sono stati la farina e l’acqua. Ho iniziato, così, a riprodurre piccole sculture primitive, pensando che un giorno sarebbero potute diventare enormi, nel tentativo di ridimensionare l’uomo rispetto alla natura: com’era all’alba dei tempi e, come immagino sarà, al suo tramonto», afferma Nico Vascellari.
I due appuntamenti promossi da glo sanciscono un viatico che percorre a ritroso la storia e l’arte, proiettandosi verso il futuro, inaugurando anche una vendita di edizioni limitate di Nico Vascellari, il cui ricavato sarà devoluto alle Accademie di Belle Arti delle rispettive città.
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