Observatory on Deculturalisation: la piattaforma di ricerca dedicata a Carla Lonzi

di - 9 Marzo 2023

Negli spazi della galleria Svizzera oxyd – Kunsträume, il collettivo Zaira Oram ha presentato una mostra che prende spunto e articola i concetti elaborati da Carla Lonzi nel contesto del collettivo Rivolta Femminile di Milano. In particolare, il termine “Deculturalizzazione”, che  compare nel testo “Sputiamo su Hegel” del 1973, per definire tutte le pratiche che si oppongono ai paradigmi della cultura patriarcale.

Il progetto è di Zaira Oram, un collettivo curatoriale italiano che si occupa di allestimenti sperimentali e di progetti interdisciplinari, tra arte visiva, performance, sound art, per la creazione di reti tra discipline e aree di studio diverse. Alle fondatrici Francesca Ceccherini ed Eleonora Stassi, si sono aggiunte Chloé Dall’Olio, Camille Regli, Elisa Bernardoni, Francesca Brusa e Magda Drozd.

Installation View Chiara Bersani Miracle Blade, OBSERVATORY ON DECULTURALISTATION, © Milad Ahmadvand

La mostra sperimentale vuole approfondire la ricerca della scrittrice e critica d’arte Carla Lonzi, espandendo la nozione di deculturalizzazione e osservando come questa viene messa in atto in diverse pratiche artistiche. La mostra appena inaugurata è dunque il primo capitolo di un progetto che si propone di iniziare un lungo percorso di deculturalizzazione sull’immaginario di corpo, sul controllo politico, su termini come mascolinità, genitorialità, linguaggio e non solo.

Per rendere la mostra un vero osservatorio è però necessario avere degli spazi in cui azioni e pensieri si possano manifestare liberamente, in un allestimento che gioca con la logica del vuoto. L’osservatorio è un luogo vivo, eventi e performance danno forma all’esposizione, che si compone di un cinema dedicato alle immagini in movimento, di installazioni sonore e di un tavolo da studio con libri e articoli. La ricerca si articola in un programma eterogeneo, con performance e proiezioni che attiveranno la galleria fino al 23 aprile, coinvolgendo autrici e autori come Larissa Araz, Paloma Ayala, Chiara Bersani, Reshma Chhiba, Chloé Dall’Olio, Zehra Doğan, Parastou Forouhar, Nicola Genovese, Roman Selim Khereddine, Kani Marouf, Maria Matiashova, Reut Nahum, Valentina Triet, Marilyn Umurungi. Per l’occasione è stata riattivata l’opera ANKEBUT dell’artista curda Zehra Doğan, con una tavola rotonda alla quale servirsi di cibi tradizionali curdi preparati dalla comunità. Il ricavato è stato devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto in Turchia, Kurdistan e Siria. A questo scopo, Doğan ha deciso di mettere in vendita il suo lavoro e di donare l’intero importo.

Zhera Dogan Kuvvet – Kuvvet | Force Counterforce, video still 2021 © Milad Ahmadvand

Il quadro teorico del progetto si basa, dunque, su una riattualizzazione dell’opera di Lonzi, nell’analisi delle pratiche artistiche femministe presentate in mostra che riflettono “l’assenza delle donne nella storia…(e) la loro assenza dai sistemi di rappresentazione della cultura patriarcale e del colonialismo”. Il progetto mira a indagare come la deculturalizzazione sia un processo necessario non solo per opporsi alla cultura patriarcale ma anche a quella razzista, coloniale, suprematista bianca, capitalista ed estrattivista. L’obiettivo è quello di tracciare un percorso di ricerca che intrecci i modelli di resistenza sviluppati dalle pratiche e dalle teorie postcoloniali, femministe e ambientaliste.

Il tentativo di sondare la potenziale portata di questa ricerca non intende ridurre o appiattire azioni e lotte per unificarle sotto la stessa bandiera. Al contrario, mira a riconoscere l’ampio spettro di forme singolari e specifiche di oppressione e resistenza che rispondono alla richiesta di deculturalizzazione, offrendo prospettive e modelli plurali.

OBSERVATORY ON DECULTURALISTATION table © Milad Ahmadvand

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Armitage e Kanwar a Palazzo Grassi a Venezia: pittura e video come atti di dissenso sul presente

La Pinault Collection presenta a Venezia due progetti che lavorano sulla realtà contemporanea, con Armitage che usa la figurazione per…

30 Marzo 2026 21:43
  • Mostre

Tutto Boetti 1966 – 1993: la mostra da non perdere da Magazzino Italian Art

Magazzino Italian Art prosegue il programma di approfondimento degli artisti legati al movimento dell’Arte Povera: dopo Piero GIlardi e Michelangelo…

30 Marzo 2026 21:27
  • Arte contemporanea

Un wc dorato è apparso davanti al Lincoln Memorial: arte pubblica e satira politica made in USA

L'anonimo collettivo artistico Secret Handshake ha installato un wc dorato di tre metri davanti al Lincoln Memorial di Washington: arte…

30 Marzo 2026 19:20
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 30 marzo al 5 aprile

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 30 marzo al 5 aprile, in scena nei…

30 Marzo 2026 17:30
  • Film e serie tv

Mercy: nel film di Bekmambetov l’apocalisse digitale è alle porte della realtà

Algoritmi, Intelligenza Artificiale, potere, sicurezza e responsabilità: il nuovo paradigma del controllo, raccontato con inquietante profondità nel nuovo film di…

30 Marzo 2026 13:30
  • Mostre

Otto artisti per mappare il nostro tempo: la mostra da Thomas Dane a Napoli

Gli spazi della Thomas Dane Gallery di Napoli ospitano una mostra che riunisce otto artisti, da Tatiana Trouvè e Anri…

30 Marzo 2026 12:32