Si intitola Out of Context la nuova edizione della Venice Design Week, che ogni ottobre, a partire dal 2010, anima la città lagunare con tutta una serie di eventi, workshop, presentazioni, tour guidati e competizioni dedicate ai maestri del design e dell’artigianato. Si tratta di un evento diffuso – nello spazio e nel tempo – che entra in simbiosi con la scena veneziana, coinvolgendo studi, musei, gallerie private e negozi.
Il titolo scelto per quest’edizione fa riferimento alla straordinaria capacità dei designer e, più in generale, di tutti i creativi, di liberarsi dalle catene imposte dalle convenzioni tradizionali. In un atto di ribellione intellettuale e artistica, essi riescono a scivolare al di fuori della gabbia dei limiti prefissati, aprendo così la strada a sperimentazioni che si sviluppano in maniera eclettica e inedita. Questo processo creativo non si limita soltanto all’utilizzo di nuovi materiali e alla concezione di progetti innovativi, ma si estende anche alla scelta dei contesti operativi, i quali si distinguono per la loro natura fluida, instabile e in costante trasformazione.
Sono tantissime le iniziative sviluppate per il festival del 2024, tra cui spiccano le tante possibilità di incontrare i professionisti del settore in prima persona, attraverso talk e seminari. Ne è un esempio interessante il seminario organizzato dalla galleria Capsule Venice in occasione della mostra Form Beyond, dedicata all’innovativo brand di design JCP Universe, che rappresenta un momento di approfondimento sul futuro del design contemporaneo.
Si ha, poi, la presentazione del libro Museum Seed. The futurability of cultural places, di Ico Migliore e Mara Servetto, che si terrà presso La Casa di The Human Safety Net. Questo evento offrirà un’occasione unica per riflettere sul futuro dei luoghi culturali e sulle loro potenzialità, mettendo in luce questioni cruciali per il panorama culturale contemporaneo.
A ciò si somma l’evento Spectacular Spaces: Balance of Decorative and Architectural Lighting, talk che esplora l’importanza della luce nell’architettura e nel design, in collaborazione con Women in Lighting Italy, una piattaforma dedicata ai contributi femminili in questa branca del design.
Torna poi anche la Jewelry Selection, ospitata negli straordinari spazi di Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro. Il progetto, coordinato da Camilla Fabretti in collaborazione con Lisa Balasso, riunisce diciotto designer scelti tra più di centoventi candidati e sarà visitabile fino al prossimo 27 ottobre. L’edizione di quest’anno, dedicata al tema Colori e Vocali, si ispira a uno dei più celebri componimenti poetici di Arthur Rimbaud, reinterpretato in chiave contemporanea attraverso creazioni di gioielleria che riescono a coniugare l’innovazione artistica con la funzionalità. I gioielli esposti, infatti, non solo esplorano nuove forme e tecniche, ma sono anche pensati per essere indossati e apprezzati quotidianamente.
A completare il percorso tematico dedicato al gioiello c’è poi la mostra I don’t shine, I have something to say, curata da Eleonora Varotto e ospitata negli spazi di Palazzo Nani Mocenigo. La selezione dei pezzi testimonia come i gioielli possono essere molto più di un semplice ornamento, portando a riflettere su temi quali violenza, censura, consumismo e oppressione.
Tante poi le visite guidate, non solo alla già menzionata Selezione del Gioiello, ma anche nelle isole di San Servolo, Murano e Burano, per conoscere da vicino la produzione del vetro e del merletto.
A concludere il festival veneziano c’è anche, tra sabato e domenica, il Design Market organizzato da COMBO nel Chiostro dei Gesuiti, dove verranno esposti lavori in ceramica, gioielli, lampade e accessori realizzati in legno, pelle, tessuti e in materiali riciclati.
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