Roberto Marcello Baldessari , 1918, “Salotto Giapponese”, Olio su tela
Definirle muse è quasi dire poco: sono donne animate da una personalità unica, preziosa, che sembra uscire dalla superficie della tela, vitale ancora oggi. Le vedremo dal 4 al 9 maggio, nello storico negozio Bulgari di via dei Condotti, a Roma, che ospiterà una selezione di opere pittoriche di alcuni dei Maestri più influenti della storia dell’arte del primo Novecento: Giacomo Balla e sua figlia Elica Balla, Joan Miró, Andrè Masson, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Giulio D’Anna, Roberto Marcello Baldessari e De Pistoris.
Sviluppato in collaborazione con la Galleria d’Arte Futurism&Co., il progetto espositivo intende celebra le mille sfaccettature dell’universo femminile, rappresentate nei diversi stili pittorici che hanno segnato l’immaginario contemporaneo, tra Futurismo, Astrattismo e Surrealismo. «Eleganti, sensuali, radiose e sicure di sé, le donne ritratte da questi grandi artisti esprimono il dinamismo e il carisma di muse incredibilmente moderne ancora oggi», raccontano gli organizzatori. In Depero, D’Anna, De Pistoris, Prampolini e Baldessari, vibranti tocchi di colore si combinano con ipnotiche scomposizioni geometriche che invitano l’occhio a un accattivante gioco d’inversione di punti di vista e di prospettive.
«Sono donne che guardano a noi e al futuro con la consapevolezza dei propri desideri», continuano. Nella lirica composizione di Giacomo Balla, un sapiente gioco di luci immortala la quieta dolcezza della moglie del pittore, Elisa, che accompagna e incoraggia l’entusiasmo della figlia Luce mentre impara a leggere. Ai primi passi nella cultura della piccola Luce si contrappone la giovane donna ritratta dalla secondogenita del pittore, l’artista Elica Balla: il vestito rosso, la posa volitiva e lo sguardo disincantato la svelano pronta ad affrontare le sfide della vita con tutto lo slancio del suo stile personale.
Infine, gli essenziali e potenti tratti di Masson e Miró delineano l’infinito mistero del corpo femminile che, nella dualità della dimensione di donna e madre, dona la vita e fa entrare a contatto con l’inconscio. «Un omaggio alla complessità, ricchezza ed energia del mondo femminile di ieri, di oggi, di sempre».
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