La scogliera di Caorle si trasforma in un laboratorio d’arte en plain air, al suono vibrante dello scalpello, con la 22ma edizione di ScoglieraViva, il Simposio Internazionale di Scultura all’Aperto, in programma fino al 28 giugno 2025, che mette in dialogo la bellezza naturale del lungomare e una riflessione sui temi più urgenti dell’attualità. Nata nel 1993 e oggi riconosciuta come marchio registrato, ScoglieraViva ha saputo evolvere nel tempo da rassegna locale a crocevia internazionale, con 138 opere scolpite direttamente sulle rocce del litorale. Dal 2018, sotto la curatela congiunta dell’Associazione Culturale MoCA e di Arte Laguna, il Simposio ha assunto una nuova dimensione, aprendosi a voci provenienti da tutto il mondo.
Una delle caratteristiche distintive di ScoglieraViva è la sua forma di simposio partecipato: durante i giorni dell’evento, cittadini e visitatori possono osservare gli artisti al lavoro, assistere alla nascita delle opere, porre domande, ascoltare le storie e le emozioni che muovono il processo creativo. L’arte si fa così gesto condiviso, esperienza viva, relazione.
Nel corso di 30 anni, ScoglieraViva ha costruito un vero archivio visivo, innestato in un tratto di litorale: se in una prima fase le opere erano prevalentemente figurative, oggi i lavori si confrontano con questioni storiche, ecologiche, identitarie. Ogni appuntamento aggiunge un tassello al racconto corale scolpito nella pietra.
L’edizione 2025 vede protagonisti tre scultori di diversa provenienza geografica e sensibilità, chiamati a misurarsi con la pietra e con il paesaggio. L’artista austriaca Katharina Mörth esplora da anni il rapporto tra uomo e natura. A Caorle, la sua opera si inserisce nella linea poetica della sua ricerca: forme scolpite che sembrano crescere dalla roccia stessa, richiamando l’interconnessione tra essere umano e ambiente, tra fragilità e resilienza.
Dalla Slovenia arriva Arijel Štrukelj, classe 1987, che lavora su temi esistenziali e spirituali. Le sue sculture sono interrogazioni in forma di pietra: manifestano tensione e silenzio, raccontano un legame profondo tra individuo e cosmo. La scogliera, con i suoi pieni e vuoti, diventa così palcoscenico di una meditazione laica sull’umano.
A chiudere il trittico, il ritorno a casa di Renato Brunello. Nato a pochi chilometri da Caorle e formatosi artisticamente in Brasile, Brunello riabbraccia simbolicamente le proprie radici scolpendo il paesaggio della sua infanzia. Un gesto di memoria e appartenenza, che fonde la sua esperienza internazionale con il sentimento di un luogo caro.
Il gran finale è previsto per sabato 28 giugno, con una cerimonia pubblica in Piazza Vescovado: un momento di restituzione collettiva in cui verranno raccontati il percorso delle opere e le visioni degli artisti. La serata si concluderà con un concerto candlelight, un evento gratuito pensato per celebrare sotto le stelle l’incontro tra arte, luce e suono.
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