SECESSIONISMO E SECESSIONISMI HARDCORE

di - 14 Marzo 2010
In principio era “Der Zeit ihre
Kunst, der Kunst ihre Freiheit
”, motto inconfondibile della Wiener Secession, scritto a
caratteri maiuscoli e in oro sopra la porta d’ingresso. “A ogni tempo la sua
arte, all’arte la sua libertà
”. I tempi cambiano e oggi, in virtù di un secessionismo
nomade, quel motto è stato manomesso – ma solo temporaneamente – invertendo le
parole e trasformandolo in qualcosa che suona: “All’arte la sua arte, alla
libertà il suo tempo
. Un gioco di parole apparentemente
ingenuo, che però ispira il progetto tutt’altro che ingenuo di Christoph
Büchel
(Basilea,
1966), un birbantello artista svizzero, sempre e comunque con fermi propositi
di a-moralità un tantino cinica.
La sua mostra, se di mostra si
tratta, non occupa le sale nobili della più che secolare istituzione viennese.
Fuori del museo bisogna prendere subito a destra, costeggiare il muro, poi
scendere giù per i gradini che vanno al seminterrato. C’è scritto solo
Bar-Club. L’artista ha trasferito lì, per un paio di mesi, la mobilia del Bar-Club Element6 di Kaiserstrasse 95, un locale di
incontri hard, con annessi e connessi sadomaso. Per visitare la mostra l’orario
è particolarmente comodo: day and night, a scelta, insomma. Però attenzione: dalle nove di
sera per entrare bisogna aver compiuto diciotto anni. Perché il club, seppure
in trasferta, di notte riprende la sua normale attività. Quindi, clienti
abituali o clienti dell’arte, non fa differenza: la termodinamica dei corpi può
raggiungere gradi elevatissimi di energia libidica.
Scandalo a Vienna! Forti proteste,
non senza risvolti politici. L’attacco iniziale stigmatizzava il fatto che un
simile progetto avesse ricevuto finanziamenti pubblici, ma la direzione della
Secessione si è affrettata a precisare: solo finanziamenti privati. Molti
condannano l’infamante oscenità della proposta; alcuni la difendono in nome
della libertà e contro la tentazione di censurare. D’altronde, l’insegna a
caratteri cubitali manipolata dall’artista sembra alludere proprio a questo.
Intanto, però, sono scesi in campo i professionisti della comunicazione e di
altre discipline; così, infine, di questo allestimento hardcore a doppio turno se
ne parla davvero molto, sui giornali, alla radio, nei talk-show di seconda
serata.
A far discutere e a disorientare i
saperi non è tanto, o non solo, la scabrosità orgiastica, ma l’incapacità di
inquadrare e focalizzare la cosa – la sua doppiezza, il doppiofondo, il
doppiogioco, l’ambivalenza, l’ambiguità – per la mancanza di una sicura
categoria artistica di riferimento: installazione, performance, happening, neo-azionismo, neo-situazionismo, neo-neo-dada ecc… Qualcuno osa fare la
domanda tabù: “Questa roba è arte o non è arte?”. Qualcun altro sonda la
valenza clinica del gioco maniacale, quel desiderio compulsivo dell’oggetto
presente e sempre perduto, così come altri la vedono sotto il profilo di
un’indagine sociologica, o anche come una provocatoria sfida in termini
fenomenologici. Qualcuno non si sbilancia molto con le formule, dice per non
dire.

Alla fine la cosa migliore per
chiarirsi le idee, a detta di molti, anche dei non-specialisti, sarebbe quella
di interrogare direttamente Christoph Büchel, l’a-morale e un tantino cinico
artista svizzero. Ma di lui al momento si son perse le tracce.

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Pornovienna

franco veremondi
mostra visitata il 20 febbraio
2010


dal 20 febbraio al 18 aprile 2010
Christoph
Büchel – Bar-Club Element6

Secession
Friedrichstrasse, 12 – A-1010 Vienna
Orario: da martedì a domenica ore 10-18;
martedì e mercoledì ore 21-02; da giovedì a
sabato ore 21-04
Ingresso: intero € 5, ridotto € 4
Info: tel. +43 15875307; fax +43 1587530734; office@secession.at; www.secession.at

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Visualizza commenti

  • Il sesso?

    ultima spiaggia da sfatare, oramai anche i cantanti si buttano per i loro video sul sesso sempre più esplicito, vedi madonna (sempre in anticipo), rammestein, massive attack ... mi pare giusto che anche l'arte sdogani questa tematica, prima in modo più soft ed eleganti e ora sul puro trash, via prossimamente il mitico Le Ore in qualche algida Gam a dare un poco di rossore?

  • Non mi sembra da quello che fa, che quella di Buchel sia una provocazione fine a se stessa. D'altronde l'eros è connesso con l'arte in qualche modo tutta l'arte è erotica (Herbert Marcuse insegna!). Mi sembra piuttosto che ci sia in gioco il rapporto fra l'arte viva colta nella sua natura "pulsante" carnale e la sua "imbalsamazione" o se vogliamo la sua morte museale.

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