Sei artisti in residenza nei distretti culturali di Bologna: ecco chi sono

di - 24 Febbraio 2023

Sei artisti in una residenza diffusa, per reinterpretare le competenze e le esperienze del territorio e inserirle in una rete contemporanea. In questi giorni si stanno avviando i lavori della seconda Outdoor Edition del Nuovo Forno del Pane, progetto sviluppato dal Comune e della Città metropolitana di Bologna, a partire dall’esperienza del Nuovo Forno del Pane, promossa dal museo MAMbo per far fronte all’emergenza Covid-19 e supportare gli artisti offrendo loro uno spazio di produzione. In questa nuova estensione, il progetto del Forno del Pane si apre dunque a un più ampio raggio di possibilità. «La seconda edizione del Nuovo Forno del Pane che si diffonde nella Città metropolitana di Bologna costituisce un contributo molto importante anche per la creazione del sistema museale metropolitano oltre che per l’identità artistico-culturale e creativa del territorio», ha commentato Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna.

Le sedi della residenza

Questi gli artisti che, individuati a seguito di un avviso pubblico, sono attualmente in fase di insediamento nelle rispettive sedi messe a disposizione nei Comuni stessi: Lorena Bucur (Cremona, 1996), Distretto culturale Pianura Ovest, San Giovanni in Persiceto, Convento di San Francesco; Beatrice Favaretto (Venezia,1992), Distretto culturale Reno Lavino Samoggia, Casalecchio di Reno, Montagnola di Mezzo; Valentina Furian (Venezia,1989), Distretto culturale Savena – Idice, San Lazzaro di Savena, 10Lines e Kappa NÖUN; Giorgia Lolli (Reggio Emilia, 1996), Distretto culturale Pianura Est, Budrio, Le Torri dell’Acqua; Lorenzo Modica (Roma, 1988), Distretto culturale Appennino Bolognese, Castiglione dei Pepoli, Municipio di Castiglione dei Pepoli; Davide Sgambaro (Cittadella, Padova, 1989), Distretto culturale Imolese, Imola, Centro d’Arte Novella Guerra.

Casalecchio di Reno, Montagnola diMezzomore
Castiglione dei Pepoli, Officina15more
Imola, Centro d'Arte Novella Guerramore
San Giovanni in Persiceto, Convento San Francescomore
San Lazzaro di Savena, 10Linesmore
Budrio, Torri dell'Acquamore

Durante il periodo di residenza, gli artisti, scelti anche in base alla loro idea progettuale, saranno coinvolti in approfondimenti dedicati alle ricerche individuali, in un’ampia attività relazionale fatta di studio visit, conversazioni, open studio, relazioni pubbliche sui progetti realizzati, oltre a un programma pubblico di workshop e conferenze. Particolare attenzione sarà riservata alla creazione di un programma di auto-apprendimento, concepito dagli artisti insieme allo staff del museo, al fine di condividere collettivamente nuove pratiche, conoscenze e desideri.

«Parte la seconda edizione del Nuovo Forno del Pane e lo fa diffondendosi nella Città metropolitana di Bologna, mettendo in rete sei realtà attive nella ricerca e nella produzione artistica dei sei Distretti culturali del territorio», ha affermato Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo e curatore del progetto. «I sei artisti selezionati avranno il compito di interpretare con le loro opere le relazioni e le peculiarità di questi luoghi e l’opportunità unica di misurarsi con le eccellenze e le professionalità locali».

Prima dell’inizio del periodo di permanenza, ai sei vincitori è stata offerta l’opportunità di conoscere i servizi e le vocazioni del territorio e dei sei Distretti culturali, grazie a un accompagnamento mirato realizzato in collaborazione con Bologna for Talent, il servizio della Città metropolitana di Bologna dedicato allo sviluppo di progetti per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti.

Sei artisti per il Nuovo Forno del Pane Outdoor Edition: le biografie

Lorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. Si è formata presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l’Académie Royale des Beaux-Arts de Bruxelles. Elemento e tecnica portante della sua visione artistica è la fotografia, per la quale predilige l’utilizzo di macchine analogiche sovietiche, regali che ha ricevuto da parte della sua famiglia, nata e cresciuta in Romania. La sua ricerca nasce e prende forma nelle zone periferiche, per poi ricollegarsi al più movimentato spazio urbano, fatto di cemento, ferro, impalcature.

Beatrice Favaretto (Venezia, 1992) nel 2015 si è laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel 2018 ha ottenuto una laurea specialistica in Nuove Tecnologie per l’arte – Cinema e Video Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Pur utilizzando il video come medium principale, la sua ricerca attraversa diversi linguaggi come editoria indipendente e fotografia d’archivio, ponendo particolare attenzione a tematiche legate alla caducità del corpo e all’esperienza della sessualità. Dal 2019 si è focalizzata sulla rappresentazione della sessualità e della pornografia nel contemporaneo e sull’utilizzo del corpo come strumento di attivismo privato ed intimo.

Valentina Furian (Venezia, 1989) si occupa principalmente di moving-images. La sua ricerca si concentra sulla relazione tra realtà e finzione posizionandosi sul margine di questa dualità. Il suo lavoro ha origine dal rapporto interspecifico tra essere umano ed essere naturale, esplora il valore del selvaggio nella quotidianità e l’addomesticamento animale e umano come forma di potere.

Giorgia Lolli (Reggio Emilia, 1996) si è laureata in Danza Contemporanea presso Zürich University of the Arts e si è spostata in Israele, completando la formazione con Kibbutz Contemporary Dance Company. Ha una collaborazione attiva come danzatrice in Finlandia per How the Land Lies, progetto di Bianca Hisse & Laura Cemin selezionato per Aerowaves 2023. Lavora con gruppi integrati ed è insegnante Dance Well, movement research for Parkinson’s in Triennale Milano. La sua pratica intreccia ricerca drammaturgico-coreografica e processi di comunità.

Lorenzo Modica (Roma, 1988) ha conseguito il diploma e la specializzazione in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e un MFA presso la Slade School of Fine Art di Londra. Tra il 2017 e il 2019 ha realizzato diversi progetti nel campo dell’educazione artistica nell’ambito delle istituzioni di salute mentale rivolte a giovani e adulti. Nel corso degli anni ha realizzato installazioni scultoree e sonore, progetti site-specific, stampe, libri d’artista, video, ponendo la pittura al centro della sua pratica e adottando un approccio sperimentale e installativo.

Davide Sgambaro (Cittadella, Padova, 1989) si è formato all’Università IUAV di Venezia, vive e lavora a Torino. Servendosi di differenti media l’artista esplora tematiche esistenziali relative alla condizione dell’individuo nel precariato contemporaneo. La sua pratica restituisce dinamiche irriverenti e di resistenza in risposta ai paradossi identitari e agli stereotipi insiti nell’ordine sociale e culturale.

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