SU COSA SI FONDA LA FONDAZIONE?

di - 7 Maggio 2010

E arriva quel
momento in cui un collezionista decide di aprire una fondazione… Quali sono
le motivazioni? Da cosa viene la spinta?

Arriva un momento del
proprio percorso di collezionista in cui ci si illude sia necessario dare un
ulteriore significato al collezionare: in passato abbiamo visto collezionisti
trasformarsi in galleristi, creare spazi espositivi rendendoli accessibili,
oppure, attraverso un nuovo soggetto giuridico, dare la possibilità ad altri
protagonisti (artisti, curatori) di interagire con i lavori della collezione.
L’obiettivo è quello di tenere viva una passione non più da soli, ma con la
partecipazione ed il concorso di altri soggetti.

La Fondazione
Giuliani avrà un suo comitato scientifico?

Diciamo di avere un
comitato scientifico “variabile”, attraverso la consultazione di
tanti amici autorevoli del mondo dell’arte che spesso e volentieri interrogo.
Il nostro riferimento principale è Adrienne Drake, alla quale è affidata lo
sviluppo del progetto.

Che tipo di
programmazione immagini, a regime?

Dopo la collettiva
inaugurale – Mutiny Seemed a Probability -, curata da Adrienne Drake, da settembre 2010 la Fondazione
proporrà una serie di personali di artisti italiani e internazionali. Queste
potranno offrire una panoramica su un artista oppure saranno mostre in cui un
artista porrà in dialogo e in contrapposizione i suoi lavori con quelli da lui
selezionati tra le opere della collezione. Ci saranno inoltre altre mostre
collettive con le opere della collezione con lo scopo di sottolineare fili
conduttori che la animano. Prevediamo tre o quattro mostre per ogni stagione,
nel corso della quale ci potrebbero essere anche altri momenti di incontro e di
attività.

Come hai scelto lo
spazio ed il quartiere per aprire lo spazio della Fondazione? La vicinanza con
il Macro Future e la Pelanda è solo casuale?

La scelta è stata
casuale, ma Testaccio è un quartiere che sta diventando sempre più interessante
dal punto di vista artistico: ci sono spazi grandi, abbastanza inconsueti per
Roma, che si prestano per creare centri di cultura; è un quartiere dove abitano
molti artisti o dove hanno i loro studi.

Roma è ormai
ufficialmente la capitale delle piccole fondazioni d’arte contemporanea.
Pasticifio, Volume, Depart, Nomas sono solo alcuni nomi a cui si aggiunge la
tua nuova realtà. Come immaginate di interagire? Quali sinergie avete già
immaginato? Quali sono le realtà più affini alla Fondazione Giuliani?

Le numerose fondazioni che sono state
create in questi ultimi anni dimostrano una grande volontà da parte dei privati
di sostenere e di contribuire al progetto culturale contemporaneo di questa
città. È un notevole impegno di generosità, di responsabilità e del desiderio
di portare Roma allo stesso livello di altre città europee che sostengono
l’arte contemporanea. E il tutto è nato spontaneamente, senza una regia unica.
Ogni fondazione ha una sua peculiarità, non vedo doppioni.


Cinquecento metri
quadri di spazi espositivi, nel seminterrato di un palazzo popolare di inizio
Novecento al Testaccio. È la sede della Fondazione Giuliani, che si affaccia
sulla scena capitolina proprio nel mese che si preannuncia come il più bollente
dell’anno per quanto riguarda l’arte contemporanea, tra fiere e tagli del
nastro al Maxxi e al Macro. Andando a inserirsi in un panorama già costellato
di analoghe iniziative, dovute allo sforzo di collezionisti privati che hanno
fatto il “grande passo”. Il tutto puntualmente – e più diffusamente –
documentato sul prossimo numero di Exibart.onpaper, che si appresta ad invadere
la Città Eterna nell’ultimo weekend di maggio…

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a cura di m. t.


dal 9 maggio al 23
luglio 2010

Mutiny
Seemed a Probability

a cura
di Adrienne Drake

e-flux
video rental

a cura
di Frida Carazzato e Maria Garzia
Fondazione Giuliani
per l’arte contemporanea
Via Gustavo
Bianchi, 1 – 00153 Roma
Orario: da martedì
a venerdì ore 15-19.30; sabato su appuntamento
Ingresso libero
Info: info@fondazionegiuliani.org; www.fondazionegiuliani.org

[exibart]


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