Francesca Gerosa, Assessore all’Istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento; ph PAT
Combinazioni_caratteri sportivi nasce come un progetto di sistema, introducendo un paradigma innovativo basato sulla “relazione generosa”: la cultura viene concepita come un ecosistema interconnesso, un arcipelago di istituzioni autonome che operano in coesione grazie ad un’unica brand identity, capace di integrare una governance condivisa, singole identità territoriali, turismo culturale e impatto sociale, costruendo una visione strategica sostenibile e di lungo periodo.
Assessore, Combinazioni_caratteri sportivi nasce come un progetto di sistema all’interno della Provincia autonoma di Trento. Qual è, secondo lei, il cambio di paradigma più radicale che questo modello introduce nel modo in cui la Provincia pensa e governa la cultura?
«Il paradigma che abbiamo cercato di portare nella pratica culturale del progetto Combinazioni, declinato per la prima edizione in ‘caratteri sportivi’, è quello della ‘relazione generosa’, un’espressione che ho voluto inserire anche nelle nuove Linee guida delle politiche culturali della Provincia autonoma di Trento quale metodo operativo di condivisione del lavoro che ciascuno svolge, per favorire un accesso sempre più universale alle attività e al patrimonio culturali. La promozione di uno spirito di squadra che attinga al linguaggio sportivo, ha sollecitato ogni istituzione a interpretarsi non come un’isola, ma come parte integrante di un arcipelago, seppur vario e molteplice. E proprio questa diversità, d’ambito disciplinare, di stile comunicativo, di approccio alla partecipazione culturale, che caratterizza i nostri musei, è stata interpretata come elemento di forza. L’espressione relazione generosa porta con sé l’idea della cultura come ecosistema, nel quale ogni parte è vitale per la sopravvivenza del tutto, secondo una logica di interconnessione e interdipendenza. In questo contesto, la biodiversità culturale risulta fondamentale: linguaggi diversi, forme espressive originali e dinamiche organizzative peculiari generano contaminazioni — o, appunto, combinazioni — perché quando realtà differenti entrano in contatto non si limitano a sommarsi, ma moltiplicano il proprio valore a beneficio di tutti.»
Il progetto insiste sul fare sistema valorizzando le singole realtà attraverso una governance centralizzata, lasciando autonomia curatoriale alle singole istituzioni. Quali sono state le principali sfide nel tenere insieme pluralità di visioni e una coerenza complessiva?
«Il nome del progetto Combinazioni è stato scelto per esprimere un’unione di intenti senza coinvolgere in maniera rigida le singole identità museali e culturali. In modo collegiale è stato scelto il tema della prima edizione 2025-2026, e, poi, ciascun soggetto lo ha esplorato con sfumature diverse e con un’impronta del tutto personale. La governance è in capo all’assessorato alla cultura, e i diversi punti di vista sono stati tenuti insieme da una comune brand identity realizzata in collaborazione con Trentino Marketing. Infatti, un obiettivo specifico del progetto, è stato la stretta connessione con il turismo culturale. Combinazioni_caratteri sportivi intende non solo promuovere la riconoscibilità esterna del sistema culturale trentino, ma apportare un valore aggiunto al territorio, promuovendo forme di turismo motivate dal desiderio di scoprire, apprendere e sperimentare il patrimonio del Trentino. Il progetto è una vera e propria ‘palestra culturale diffusa’: le varie iniziative hanno toccato tutto il territorio provinciale interpretando l’unione tra cultura e sport quale lente d’ingrandimento attraverso cui vedere e interpretare la società, l’arte, il tempo passato e il tempo presente. L’aspetto della comunicazione integrata e condivisa è stata sicuramente la sfida più articolata da conseguire e probabilmente quella da sviluppare al meglio delle sue potenzialità in futuro.»
La prima edizione ‘caratteri sportivi’ si inserisce nel contesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 e mette in relazione cultura, sport, turismo e sostenibilità. In che modo questo progetto è pensato come un percorso capace di rafforzare nel tempo il sistema culturale trentino, andando oltre la scadenza dell’evento olimpico?
«Combinazioni_caratteri sportivi è un progetto elaborato inizialmente con sei istituzioni culturali del territorio – Museo delle Scienze di Trento, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, Museo di San Michele all’Adige, Fondazione Museo storico del Trentino e Fondazione Alcide De Gasperi – arrivando poi a comprendere 12 soggetti culturali con 13 progettualità articolate in un arco di tempo biennale. Già questo è un risultato molto importante per il rafforzamento del sistema, ma l’azione sicuramente più incisiva è che il progetto Combinazioni è nato fin dall’inizio come proposta biennale, e sono già in programmazione e definizione la seconda e la terza edizione. Nel 2026 si lavorerà infatti per un grande progetto di valorizzazione e promozione della storia del principato vescovile di Trento che nel 2027 festeggerà i mille anni, mentre per il 2028 abbiamo intenzione di dedicarci a un’edizione di Combinazioni in chiave contemporanea.»
Nella programmazione di Combinazioni_caratteri sportivi emerge l’attenzione all’impatto sociale del progetto, in termini di comunità, accessibilità, inclusione e partecipazione. Come state monitorando il progetto per comprenderne nel tempo gli effetti sul territorio e sulla partecipazione dei cittadini?
«In questa prima edizione ci siamo dedicati alla visibilità e riconoscibilità del sistema culturale trentino, sia nella percezione interna da parte dei diversi soggetti culturali coinvolti, sia verso l’esterno. A inizio giugno, renderemo pubblico il resoconto di Combinazioni_caratteri sportivi nella quale cercheremo di restituire anche questo aspetto, monitorato attraverso l’analisi dei canali comunicativi e di un’indagine osservante proprio nei luoghi di svolgimento delle esposizioni. La rendicontazione, ossia il proposito e la capacità di riflettere sul percorso svolto, è un elemento portante del progetto, proprio per la sua continuità nel tempo e la sua volontà di sollecitare il cambiamento. Quello che è significativo per la riuscita di Combinazioni è la capacità dei vari protagonisti di praticare l’autovalutazione, cioè di individuare gli ‘errori’ per mutarli in sfide nuove, per attuare una trasformazione che davvero porti il nostro sistema a un livello di riconoscibilità locale e nazionale.»
Dopo Combinazioni_caratteri sportivi sono già previste nuove declinazioni del progetto. Possiamo leggere Combinazioni come un modello in evoluzione, capace nel tempo di continuare a mettere in relazione le diverse istituzioni culturali del territorio?
«L’idea è proprio quella di creare un progetto sempre più aperto a nuove ‘relazioni generose’. Dopo Combinazioni_caratteri sportivi, la seconda edizione vede già coinvolti – oltre a molte istituzioni museali – anche l’università, centri di ricerca storica e di innovazione tecnologica, biblioteche e archivi e non abbiamo ancora presentato il progetto pubblicamente aprendo le call affinché anche altri operatori culturali vi possano aderire. Le ‘combinazioni’ sono molteplici e capaci di creare ogni volta un insieme inedito, un sistema culturale in costante evoluzione, un ecosistema culturale in divenire, capace di tessere relazioni durature e generare un dialogo proficuo tra patrimonio e attività, tra territorio e collettività. Stiamo valutando anche un bando pubblico per coinvolgere le associazioni del territorio, che sono la ricchezza delle nostre comunità. Combinazioni può essere considerata una piattaforma in grado di far convergere e interagire diverse realtà culturali trentine in modo inedito e unico dando vita a nuove narrazioni collettive che trasformano il patrimonio locale in un’esperienza viva e condivisa.»
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