Un’installazione di MP5 all’ingresso di un ospedale di Roma: arte per umanizzare la cura

di - 1 Maggio 2026

L’arte contemporanea entra nello spazio della cura e incrocia percorsi di prevenzione: all’ingresso dell’IFO Istituto Fisioterapico Ospedaliero San Gallicano di Roma, è stata installata Uno Uno, opera di MP5, nell’ambito del progetto IFO è ARTE.

Sostenuto da Istituto Gentili e realizzato da Bam Eventi d’Arte, l’intervento si colloca in un punto strategico: l’inizio del colonnato dell’ingresso principale. Una soglia simbolica, attraversata quotidianamente da pazienti, familiari e operatori sanitari, dove si condensano attese, timori e speranze. In questo contesto, Uno Uno si presenta come una forma essenziale e relazionale: due unità che, nell’incontro, generano una nuova configurazione. Una geometria della vicinanza che allude alla cura come pratica condivisa, alla vulnerabilità come condizione che trova senso nella relazione con l’altro.

Il lavoro di MP5, da sempre attento ai temi dell’identità, del corpo e dello spazio pubblico, si confronta qui con un ambiente specifico, segnato da una forte densità emotiva. L’opera assume così una funzione di mediazione della percezione dello spazio ospedaliero, trasformandolo in un luogo meno anonimo e più accogliente. La relazione tra le due figure diventa un invito implicito alla prossimità, alla solidarietà, alla condivisione dell’esperienza della malattia.

Il progetto IFO è ARTE si inserisce in una più ampia riflessione sull’umanizzazione delle cure, sviluppata negli anni dagli Istituti. L’idea è che la qualità dell’ambiente influisca direttamente sul benessere delle persone. In questa prospettiva, l’arte contemporanea viene introdotta nei luoghi della sanità come elemento strutturale, per ridurre la tensione e restituire una dimensione di normalità.

L’iniziativa, realizzata con il contributo di soggetti privati e istituzionali, si affianca a un altro intervento presentato contestualmente: il progetto di un’unità mobile per lo screening del tumore al polmone, operativa a partire dal 2027 nei quartieri di Roma. Anche in questo caso, la dimensione visiva e simbolica gioca un ruolo rilevante: il truck sarà concepito anche come presenza riconoscibile nello spazio urbano.

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