Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande
Sontuoso, affrescato, degno di un ballo in maschera da sogno, sede di celebri eventi durante il Carnevale, sfondo di film come Casino Royale e The Tourist, lo storico Palazzo Pisani Moretta è un set perfetto in cui ambientare la venezianità barocca. E fino a ora, sembrava destinato a rimanere tale: un contenitore scintillante. Ma oggi si prepara a un cambio di passo sorprendente – ma poi non troppo, considerando la proliferazione di progetti simili. Lo stilista belga Dries Van Noten e il suo compagno Patrick Vangheluwe hanno infatto annunciato l’acquisizione dell’edificio monumentale, con l’intenzione di trasformarlo in uno spazio dedicato all’arte e all’alto artigianato. Van Noten è uno degli stilisti più raffinati e colti del panorama internazionale e la sua promessa è quella di restituire al palazzo una funzione culturale viva, al riparo dalla turistificazione.
Costruito nella seconda metà del Quattrocento dalla famiglia Bembo e poi acquistato dai Pisani Moretta, il palazzo ha attraversato i secoli seguendo il gusto dell’epoca: la facciata in gotico veneziano con bifore e trifore richiama il Palazzo Ducale, mentre gli interni, ridecorati nel Settecento, esplodono in un tripudio barocco firmato da maestri del calibro di Giovanni Battista Tiepolo, Jacopo Guarana e Giuseppe Angeli. Affacciato tra il ponte di Rialto e Ca’ Foscari, l’edificio è insomma un condensato della storia artistica e sociale della Serenissima.
Negli ultimi anni, sotto la cura della famiglia Sammartini, eredi della nobile casata veneziana, il palazzo è stato oggetto di una lunga e meticolosa opera di restauro. Ma il nodo del suo destino rimaneva irrisolto: vendere sì, ma a chi? Dopo trattative fallite con investitori asiatici e altri offerenti, la famiglia ha rifiutato qualsiasi proposta che comportasse la conversione in hotel di lusso o location commerciale, volendo proteggere la vocazione culturale dell’immobile.
Noto per il suo approccio intellettuale alla moda e per una visione estetica che intreccia tradizione e sperimentazione, Van Noten ha convinto i proprietari. «Il progetto riguarda Venezia, la storia, l’artigianato, la cultura, e la creazione di qualcosa di contemporaneo nel pieno rispetto di ciò che è venuto prima», ha dichiarato lo stilista. La cifra dell’acquisto non è stata ufficialmente resa nota, ma le stime si aggirano intorno ai 36 milioni di euro. Il Ministero della Cultura italiano ha ora due mesi per esercitare un eventuale diritto di prelazione, data la natura vincolata del bene.
«Sono fiducioso che Dries e Patrick, con il loro rispetto per la tradizione e l’innovazione, guideranno il palazzo verso il futuro, preservandone il glorioso passato. Li ringrazio profondamente per aver avuto il coraggio di accettare questa sfida per Venezia», ha affermato Maurizio Sammartini nel suo messaggio di saluto.
Il debutto ufficiale del nuovo progetto è atteso per settembre. Secondo le prime anticipazioni, l’intento è quello di aprire il palazzo al pubblico e di attivare programmi espositivi, residenze d’artista, incontri tra creativi, artigiani e pensatori. Una piattaforma per il contemporaneo, come lo definisce Van Noten, che rifiuta la logica del museo statico e punta piuttosto a un ecosistema culturale fluido, fertile, radicato nel luogo ma capace di parlare al mondo.
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