Wombstories è lo spot che rompe i tabù legati al corpo femminile

di - 5 Settembre 2020

Wombstories racconta storie sincere, complesse, felici e tristi di uteri. Ci sono storie felici, d’amore, di dolore e di tremendo piacere. Storie di cicli mestruali puntuali come un orologio svizzero, di lancinanti endometriosi, di figli voluti e non voluti. Storie dolci, profondamente umane, narrate da un team artistico femminile acuto e attento. Questo è Wombstories, un video commissionato da Bodyform, marchio britannico dedicato all’igiene femminile e realizzato dalla regista Nisha Ganatra, vincitrice di un Golden Globe e candidata agli Emmy.

«Quando sono al loro meglio, i nostri corpi sono macchine incredibili che ci danno piacere e, se lo desideriamo, ci riproducono. Ma non sempre funzionano. Cicli irregolari, endometriosi, aborti spontanei e sterilità. I nostri corpi portano gioia, tristezza. Sono montagne russe che durano tutta la vita», ha dichiarato Ganatra.

Tra disegno, animazione e real fiction

Firmata dall’agenzia AMV BBDO London in collaborazione con Framestore, Wombstories desidera infrangere i tabù e la vergogna che circondano il corpo femminile. Il filmato chiude la campagna Boundary-smashing di Bodyform, conosciuta in Italia come Nuvenia. Esso, infatti, segue idealmente Viva la vulva (2019), che vinto diversi premi al festival Cannes Lions. Se Viva la vulva era un elogio gioioso alla vulva di tutte le forme e le dimensioni e, ancora prima, Blood normal (2017) puntava a normalizzare le rappresentazioni reali del sangue mestruale, Wombstories cerca di raccontare, senza cadere in stereotipi spiacevoli e poco intelligenti, intime e a volte complicate esperienze femminili.

Laura Jayne Hodkin per “Wombstories”

Lo spot è stato realizzato alternando riprese di real fiction a immagini d’animazione, per catturare «Il rollercoaster emotivo delle relazioni che le donne hanno con i loro uteri e le loro vagine», ha spiegato il direttore esecutivo Nicholas Hulley. Le sequenze animate sono state create dalle artiste Annie Wong, Laura Jayne Hodkin, Carine Khalife, Salla Lehmus, Haein Kim, Kate Isobel Scott, Ross Mattaar e Nella Addy. Alcuni disegni sono stati realizzati in stop-frame, altri dipinti a mano, utilizzando la tecnica della vernice a olio su vetro.

Disponibile su YouTube, Wombstories pare non verrà trasmesso in TV. Una scelta discutibile, se consideriamo i dannosi spot pubblicitari che martellano le televisioni italiane.

Haein Kim per “Wombstories”

Una rappresentazione sincera e reale, finalmente

L’intera esperienza femminile, dal ciclo mestruale al parto, dall’aborto alla menopausa, è recepita come “un’esperienza troppo complicata”. È come se non si volesse sapere o, peggio ancora, accettare che avere un utero comporti un costo fisico ed emotivo.

Wombstories è una rappresentazione finalmente sincera di cosa significa avere un utero, che non vuol dire solo avere il ciclo mestruale. Nel video si raccontano le storie di un parto, di una donna che decide di non avere figli, di una donna affetta da endometriosi, di una donna in menopausa e di una giovane ragazza che ha il ciclo mestruale per la prima volta.

Salla Lehmus per “Wombstories”

Le storie descritte nella campagna sono spesso «Intrise di vergogna», ha aggiunto Nadja Lossgott, direttore creativo esecutivo di AMV. Lo spot mira a rovesciare il punto di vista e a incoraggiare conversazioni aperte sugli alti e i bassi della salute delle donne. Oltre ai macrotemi citati, il video contiene piccoli momenti intimi e comuni che non vengono però spesso mostrati sullo schermo, come una donna che si strappa i capezzoli o una ragazza che sente il rilascio “floodgate” del suo ciclo mestruale, quando starnutisce.

Una ricerca condotta da Essity ha rilevato che il 62% delle persone è d’accordo nell’affermare che non si parla ancora apertamente della salute delle donne e delle loro intime esperienze. Il 40% delle donne ritiene che il loro benessere mentale è stato negativamente influenzato dai tabù legati alle mestruazioni. Tanja Grubner, direttrice marketing e della comunicazione di Essity, ha dichiarato che «Anche se la campagna è stata concepita molto prima che la pandemia cambiasse tutto, i problemi che le donne affrontano non sono solo stati messi da parte ma sono addirittura stati “sospesi”». Per Grubner, il Covid-19 ha aumentato sensibilmente l’isolamento delle donne.

Roos Matter per “Wombstories”

Tutte le storie si concludono in modo diverso. Al culmine del video, una scena di aborto spontaneo è seguita da quella di una ragazza a cui viene per la prima volta il ciclo mestruale. Un momento di rinascita, di vera e propria rigenerazione.

Wombstories invita e incoraggia le donne a condividere le loro esperienze sui social con l’hashtag #WombStories.

Articoli recenti

  • Mostre

Simone Veil. Mes sœurs et moi. L’intimità come luogo della memoria

Fino al prossimo 15 ottobre il Mémorial de la Shoah dedica una nuova esposizione a Simone Veil, figura fondamentale della…

5 Maggio 2026 22:00
  • Fotografia

A Torino il collettivo Kublaiklan ha aperto K!, nuovo laboratorio politico dell’immagine

Intervista a Kublaiklan per l’apertura di K!, il nuovo spazio torinese in cui la fotografia collaborativa si misura con territorio, educazione visiva…

5 Maggio 2026 20:00
  • Arte contemporanea

Anselm Kiefer arriva a Valencia, per il debutto europeo di un’opera monumentale

A Valencia ha inaugurato una mostra che mette in dialogo l’architettura barocca delle sale restaurate del Palacio de Valeriola e…

5 Maggio 2026 18:10
  • Mercato

Christie’s ha venduto un vaso per $ 22,3 milioni

Si tratta dell'oggetto più prezioso aggiudicato all'asta in Asia quest'anno, fino ad oggi. E si inserisce in una settimana interamente…

5 Maggio 2026 16:31
  • Attualità

Triennale Milano, verso il nuovo CdA: Trione in pole per la presidenza

In via di definizione il nuovo CdA della Triennale Milano: Vincenzo Trione è il nome più accreditato per la presidenza…

5 Maggio 2026 14:37
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026, le presenze italiane al Padiglione Tanzania

Ciro Palumbo e Sasha Vinci tra gli artisti partecipanti al Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026: il progetto Minor Frequencies…

5 Maggio 2026 13:28