Neutro, Reggio Emilia. Courtesy of Zaven
Una serie di 23 mensole si dispiega nelle vetrine di NEUTRO, a Reggio Emilia. Diverse per dimensione, forma e materiale, dal 16 novembre al 28 febbraio diventano le protagoniste di Massimo Carico, mostra di Zaven, studio di design con sede a Venezia, fondato nel 2008 da Enrica Cavarzan e Marco Zavagno.
Stuato nel panorama delle pratiche espositive che negli ultimi anni interrogano il rapporto tra arte e spazio pubblico, NEUTRO utilizza sei grandi vetrine commerciali in disuso come luoghi di esposizione permanente, sempre accessibili e sottratti tanto alla ritualità museale quanto alla neutralità del white cube. È in questo spazio intermedio, sospeso tra passaggio urbano e dispositivo espositivo, che le opere sono chiamate a misurarsi con una visibilità continua e con uno sguardo non specializzato, spesso casuale. L’arte invade pertanto lo spazio cittadino: incidentale e non mediata, esposta a distrazioni e accelerazioni, sguardi e rallentamenti.
La mostra Massimo Carico di Zaven incarna con particolare efficacia questa tensione. Il progetto sposta l’attenzione su un oggetto ordinario come la mensola, normalmente relegato a una funzione ancillare, trasformandolo nel fulcro dell’esperienza visiva. Come scrive Cosimo Bizzarri, la mensola è «Piatta, rettangolare, aggrappata al muro tramite chiodi o listelli, e ligia alla sua funzione», una presenza silenziosa la cui monotonia coincide con l’assenza di ambizione. Zaven interviene proprio su questo statuto marginale, mettendo in crisi il rapporto tra uso e identità dell’oggetto e aprendo uno spazio di possibilità che passa dall’immaginazione più che dall’efficienza.
L’oggetto, liberato dal dovere di sostenere, diventa un dispositivo narrativo, un micro-paesaggio che chiede di essere osservato e interpretato. Il titolo stesso, Massimo Carico, gioca su un doppio registro semantico, suggerendo una riflessione sul punto in cui la materia incontra la propria possibilità o il proprio fallimento.
«Una crepa sulla sua superficie metterà in dubbio la sua capacità di svolgere l’ancestrale missione a cui è chiamata: reggere qualcos’altro. Ma non era proprio questo il punto? Emanciparsi dalla tirannia della funzione, a qualsiasi costo»
NEUTRO nasce nel 2019 dall’idea di riconvertire sei vetrine commerciali dismesse nel centro di Reggio Emilia in spazi dedicati all’arte e alla fotografia contemporanea. Un’azione minima, che utilizza un’infrastruttura urbana residuale per attivare un’esperienza estetica diffusa e continua. Ogni mostra allestita in NEUTRO è accompagnata da una pubblicazione che raccoglie una traccia scritta dell’intervento dell’artista e introduce il punto di vista di una figura esterna al progetto con dei testi che accompagnano sempre le esposizioni.
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