Categorie: restauri

Polemiche per il restauro dell’Adorazione dei Magi

di - 21 Febbraio 2002

La polemica
Non frenano le polemiche sul restauro dell’Adorazione dei Magi, l’opera che Leonardo Da Vinci lasciò, incompiuta, a Firenze, quando andò a Milano, opera oggi conservata, ma non esposta, alla Galleria degli Uffizi, nel capoluogo toscano. Il Soprintendente Paolucci è intervenuto nella questione dell’opportunità di procedere al restauro dell’opera, affermando che i risultati delle indagini diagnostiche effettuate non consentono di ipotizzare alcun intervento sulla superficie pittorica del dipinto: ogni intervento potrebbe, infatti, arrecare un danno all’opera di Leonardo, anche se effettivamente dalle indagini risulta che il dipinto presenta alcune vernici ossidate non originali che andrebbero alleggerite mediante un’opportuna pulitura. La direttrice del museo Anna Maria Petrioli ha accettato la decisione del Soprintendente, pur restando convinta dell’opportunità del restauro: a suo avviso un intervento di pulitura avrebbe infatti decisamente migliorato la leggibilità dell’opera, permettendo agli studiosi di acquisire nuove ed importanti informazioni sull’itinerario artistico e le scelte tecniche di Leonardo da Vinci. L’Adorazione dei Magi è stata sottoposta ad un’indagine diagnostica approfondita, durata alcuni mesi, che non ha precedenti per altre opere di Leonardo e che per la sua importanza sarà pubblicata. Per il momento sembra invece necessario ed urgente il restauro del supporto ligneo del dipinto, che sarà eseguito entro breve tempo.

L’opera di Leonardo
Le opere artistiche di Leonardo da Vinci non sono numerose e in buona parte esse sono rimaste incompiute, come nel caso dell’Adorazione dei Magi conservata nella Galleria degli Uffizi: nonostante questo la straordinarietà dell’arte di Leonardo ne ha fatto un vero modello per i secoli successivi che furono fortemente influenzati dalla sua arte e dalle sue ricerche sulle tecniche di esecuzione. Nei suoi primi dipinti Leonardo seguì lo stile del Verrocchio, ma risentì anche dell’influsso dell’arte fiamminga per quanto riguardava in particolare la resa della luce, sviluppando un notevole interesse per la rappresentazione della natura, considerata alla stregua di una scienza, utile per comprendere fenomeni naturali attraverso la loro osservazione e raffigurazione. Nell’eseguire l’Adorazione dei Magi Leonardo introdusse un nuovo genere di composizione, articolando la scena in maniera molto complessa: i movimenti ed i gesti delle figure rappresentate collegano e coordinano le diverse scene del dipinto ed i diversi eventi. Sono due in particolare le tecniche della pittura delle quali Leonardo fu maestro: lo sfumato e il chiaroscuro. Lo sfumato consiste in una quasi impercettibile dissolvenza dei contorni delle figure che ammorbidisce il passaggio dalle zone di ombra a quelle di luce, creando quegli effetti di trasparenza che hanno reso celebre il ritratto della Gioconda, mentre con il raffinato ricorso al chiaroscuro Leonardo riuscì a modellare e definire le forma attraverso i contrasti di luce. Leonardo, infine, fu tra i primi a studiare e ad utilizzare la prospettiva aerea con la quale poteva rappresentare la profondità e la lontananza degli oggetti attraverso l’uso del colore.

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