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David Shrigley, Laure Prouvost, Tino Sehgal e Lynette Yiadom-Boakye, ovvero i magnifici quattro in lizza per il Turner Prize 2013

di - 26 Aprile 2013
David Shrigley per il suo umorismo nero e la sua qualità “macabra”; Tino Sehgal, per la piece alla Turbine Hall della Tate, Laure Prouvost per il carattere dei suoi video e Lynette Yiadom-Boakye per la qualità della sua pittura. Piove sempre un po’ sul bagnato, verrebbe da dire, nei grandi nomi del Turner Prize, che dal 1984 premia il Best of dell’arte sotto il cielo inglese.
La giuria, composta tra gli altri dal critico irlandese Declan Long, e dalla direttrice della Tate Britain Penelope Curtis, ha selezionato Shrigley, 44 anni, per la sua retrospettiva alla Hayward Gallery, «trascurato perché il suo lavoro è stato bollato come “divertente”, ma ciò che è divertente non è detto che non sia anche buono» ha detto la Curtist.
Il lavoro di Laure Prouvost che ha colpito tanto da finire nella rosa dei quattro candidati è invece stato esposto alla Whitechapel, ma degna di nota è stata anche la sua incursione nella mostra di Kurt Schwitters alla Tate, mentre Lynette Yiadom-Boakye, 35 anni, è stata nominata per la sua mostra alla Chisenhale Gallery di Londra. Ma forse qualcuno ricorderà anche, come vi avevamo annunciato, che Yiadom-Boakye lo scorso dicembre vinse anche 100mila dollari di cui 60mila in contanti e altri 40mila da investire nella produzione di nuovi lavori, in occasione della seconda edizione del Premio Future Generation Art, indetto dal Pinchuk Art Centre. Sehgal, il più blasonato giovane dell’arte internazionale ovviamente è stato scelto per la sua performance non solo alla Tate, ma anche a Documenta, dove figurava sicuramente tra i migliori interventi della manifestazione.
La mostra dei finalisti quest’anno si terrà a Londonderry/ Derry, città della cultura 2013, e il vincitore delle 40mila sterline sarà annunciato il 2 dicembre, e messo in mostra all’Ebrington, ex caserma dell’esercito britannico. «Avere il Turner Prize nel Derry creerà il più grande impatto che il premio Turner avrà mai avuto in qualsiasi location della sua storia» ha dichiarato l’Executive Producer del programma culturale di Londonderry, Graeme Farrow. Certo, i nomi aiuteranno. Come sempre al Turner Prize.

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