Quo Vadis? Storia e contemporaneitĂ  dell’Albania al festival del Trentino-Alto Adige

di - 11 Maggio 2026

Tra Bolzano, Laives e Merano prende forma in queste settimane la quinta edizione di Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue, progetto promosso da lasecondaluna e CEDOCS che, dopo aver dedicato le precedenti edizioni a Giappone, Corea del Sud, Messico e Irlanda, sceglie quest’anno di attraversare idealmente l’Adriatico e concentrarsi sull’Albania. Fino al 7 giugno 2026, il festival promuoverà un programma diffuso fatto di mostre, incontri, laboratori linguistici, musica, letteratura e pratiche conviviali, proponendo il Mediterraneo come spazio di attraversamento culturale.

Organizzato con il sostegno dell’Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere della Provincia Autonoma di Bolzano, del Comune di Laives e della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Quo Vadis? lavora specificamente sulla relazione tra lingua, identità e territorio, interrogando il modo in cui le culture migrano, si trasformano e sedimentano nei contesti locali. Dell’Albania viene messa in evidenza la realtà complessa, stratificata, attraversata da memorie diasporiche, mutazioni sociali e nuove forme di produzione culturale, lavorando sulla prossimità più che sull’esotismo, sull’ascolto delle sfumature più che sulla semplificazione della dimensione identitaria. Particolare rilievo assume allora il rapporto con la comunità albanese presente in Trentino-Alto Adige, che il festival sceglie di coinvolgere come parte attiva della costruzione narrativa.

Mirë se vini – Mirë se ju gjeta, veduta della mostra, Sala Espositiva di Laives, nell’ambito di Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue

Tra gli appuntamenti in calendario per l’edizione 2026, la mostra Mirë se vini – Mirë se ju gjeta (Benvenuti, Bentrovati), ospitata alla Sala Espositiva di Laives fino al 7 giugno. Il progetto, curato da Margherita Cestari e Samira Mosca, riunisce le ricerche di Daria Akimenko, Joana Preza e Stefania Rossi, sviluppando una riflessione partecipata sulla diaspora albanese e sulle identità costruite tra più appartenenze culturali.

La mostra nasce da un lungo processo di ascolto e relazione con persone di origine albanese presenti sul territorio altoatesino, con membri della seconda generazione e con viaggiatori che hanno attraversato il Paese. Interviste, incontri, racconti personali e momenti di convivialità diventano così materiali vivi attraverso cui costruire una narrazione collettiva dell’Albania contemporanea, evitando qualsiasi prospettiva esternalizzata o puramente documentaria.

Mirë se vini – Mirë se ju gjeta, veduta della mostra, Sala Espositiva di Laives, nell’ambito di Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue

L’allestimento si sviluppa in due ambienti distinti. Nella prima sala, grandi proiezioni restituiscono immagini di socialità e celebrazione legate alla comunità albanese locale, focalizzandosi su una dimensione immersiva e sensoriale. La seconda sala assume invece una configurazione più intima: quattro salottini domestici ospitano le interviste raccolte da Joana Preza, la casa viene qui interpretata come luogo simbolico di trasmissione culturale, memoria e negoziazione identitaria. Al centro dello spazio si trova inoltre un tavolo di lavoro aperto, continuamente modificabile, dove le opere di Akimenko e Rossi rielaborano i materiali raccolti durante il processo di ricerca.

Mirë se vini – Mirë se ju gjeta, veduta della mostra, Sala Espositiva di Laives, nell’ambito di Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue

Questo approccio dialoga con la struttura stessa del festival, che costruisce il proprio programma attorno all’idea della cultura come pratica condivisa. Accanto alle mostre trovano spazio corsi introduttivi di lingua albanese, incontri dedicati alle comunità arbëreshë, conferenze sulla contemporaneità albanese, appuntamenti musicali e attività gastronomiche. A Bolzano, il festival ospita inoltre la personale I don’t see any nouns, I see only verbs di Edson Luli, con una serie di opere installative sul linguaggio come strumento di indagine critica, mentre tra Merano e Laives si susseguono incontri letterari, laboratori bilingui e momenti performativi.

Edson Luli, I don’t see any nouns, I see only verbs, veduta della mostra, Centro Trevi-TreviLab di Bolzano, nell’ambito di Quo Vadis? Festival delle culture e delle lingue

«La quinta edizione di Quo Vadis? approda in Albania, “Paese delle aquile”, una terra dalla lingua antica tra radici millenarie e slanci contemporanei», ha dichiarato Marco Galateo, Vicepresidente e Assessore alla Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano. «Quo Vadis? è un invito a guardare oltre i confini, dove il confronto tra lingue e culture diventa uno strumento per arricchire la nostra visione del mondo. L’Albania, così vicina e ancora poco conosciuta, è una realtà vitale che il festival racconta attraverso storie, comunità e occasioni di dialogo», ha aggiunto Giorgio Cattelan, Presidente associazione culturale lasecondaluna.

Per dare un’occhiata al programma completo, si può cliccare qui.

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