Nell’atrio antistante il piccolo ed ormai rinomato ascensore della Lift Gallery si celebra il primo atto di una serata che, sulla traccia delle intuizioni di Lamberto Pignotti, coinvolgerà l’affezionato drappello di visitatori in un evento in puro stile neo-dada.
Il potenziale, gli ingredienti propri del situazionismo, sono da sempre presenti nelle inaugurazioni della Lift: i bambini intraprendenti, gli amici musicanti, la partecipazione multietnica e la varietà di costumi e culture; ed anche cibo, bevande e strumenti non mancano mai. Cosa altro può servire perché un fedele
Vengono in mente situazioni no-logo create nei più disparati angoli del mondo da comunità spontanee; un reclaim-the-streets che a Roma invade gli spazi comuni di un condominio e coinvolge il popolo dell’arte.
La figura sorniona di Lamberto Pignotti organizza l’evento e ne costituisce uno schema concettuale, a partire dall’installazione che materializza poesie in colorati palloncini svolazzanti. Il tono sale mentre i visitatori pregustano il momento in cui potranno entrare nell’ascensore, e viaggiare con la testa tra le poesie. Ma prima che questo avvenga, e prima ancora di scoprire gli atti successivi, arriva il monito dell’autore. Sparpagliando coriandoli, brandelli d’arte calpestabili, Pignotti ci ricorda quanto l’interpretazione di quest’ultima sia legata alla situazione: la si può rispettare, o calpestare. E le stesse poesie, trasformate in palloncini, possono essere toccate, sentite, ma possono anche esplodere in mani indelicate.
Poi, salendo per i piani ci accompagna in una galleria dedicata ai cinque sensi, con cui fruire diversamente la poesia. Così, tra le strumentazioni illustrative, Pignotti si muove nella ricerca di un momento, fino a cospargere i visitatori di panna, poesia da gustare.
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