L’ascensore di via Tola si arricchisce con questo nuovo appuntamento di un’opera di un certo pregio, un prezioso mosaico realizzato con marmi italiani quali il Biancone di Verona, il Grigio Bardiglio Imperiale, il Rosso Colle Mandina e il Nero Basalto. L’opera, montata su un telaio di ferro, ne sostituisce temporaneamente la pedana. Voluto l’accostamento cromatico delle tessere con il pavimento del pianerottolo, quasi fosse una continuazione dello stesso nell’abitacolo della Lift Gallery.
Ancora più curioso il soggetto: una caffettiera. A questo punto colleghiamo il testo dell’invito e l’orario dell’inaugurazione, insolitamente fissato alle dieci di mattina. L’Associazione Lift Gallery vuole offrirci un caffè all’interno della sua galleria, e noi accettiamo volentieri l’invito.
Ma torniamo al soggetto rappresentato: si tratta di un clipart, una di quelle immaginette che invadono e rallegrano i nostri video; e per chi non l’avesse capito c’è tanto di didascalia e di codice, che digitato ci riconduce all’immagine su PC. Si consuma quindi, all’interno del famoso ascensore, l’unione tra un’espressione digitale e la materialità delle tessere del mosaico, operazione concettuale singolare ben realizzata dall’abile mosaicista Marco Picchi. Autodidatta romano vanta un curriculum molto interessante: dall’attività didattica per mosaico e vetrate artistiche, a realizzazioni in conventi, basiliche, e ristornati.
Ma l’incarico che più ci ha incuriositi è senz’altro l’esecuzione in mosaico della pavimentazione della Cappella Gentilizia del Mausoleo Berlusconi, a Villa S. Martino in Arcore, realizzato nel 1993. A questo punto non abbiamo resistito alla tentazione di interrogarlo: dalle parole di Picchi apprendiamo che il Mausoleo, opera di Pietro Cascella, immerso nel verde e dalla forma inconsueta e magniloquente, culmina al centro nel sarcofago.
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