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Fino al 29.IV.2018 | Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein. | MAXXI, Roma

di - 13 Marzo 2018
Mettere in relazione arte e scienza non è un esperimento semplice; materie apparentemente lontane, anche se in egual modo affascinati, trovano un interessante filo conduttore comune nella mostra “Gravity. Immaginare l’universo dopo Einstein”, che sarà ospitata fino al prossimo 29 aprile presso le sale del Museo Maxxi di Roma. L’idea, nata dalla sinergia tra l’Agenzia Spaziale Italiana, l’istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Maxxi stesso é volta a celebrare questo grande scienziato, che ha messo in discussione leggi apparentemente immutabili come quelle dello  spazio e del tempo , aprendo nuovi scenari applicabili non solo al campo più propriamente scientifico ma forse a tutte le possibilità del pensiero umano.
La teoria della Relatività, acme del lavoro di ricerca di Albert Einstein, ha infatti aperto le porte alla visione di un mondo invisibile ma presente, fatto di frequenze ed atmosfere, governato da regole apparentemente diverse dalle nostre ma potenti e strutturanti.
Spaziotempo, Crisi e Confini sono le tre sezioni in cui è articolata l’esposizione.
Se la scoperta della costante della velocità della luce implica che sono lo spazio e il tempo a modificarsi, anche rispetto all’eventuale osservatore posto dinanzi ad essi,  questo assioma genera una nuova entità singola, lo Spaziotempo per l’appunto. In questa sezione di mostra è da segnalare l’opera di Marcel Duchamp, 3 Stoppagès Etalon, dove è l’artista a creare la sua personale e originale unità di misura della velocità.

Aeroke di Tomás Saraceno e Modello dell’Antenna Cassini nell’allestimento al MAXXI in occasione della mostra GARVITY. Immaginare l’Universo dopo Einstein 2017 Photo Cecilia Fiorenza, courtesy Fondazione MAXXI

La crisi è quel momento in cui,  dall’apparente messa in discussione di una tesi, nasce una nuova idea, un guizzo che apre nuove possibilità. Anche le stesse correnti artistiche nei secoli hanno subito crisi dopo periodi di grande splendore proprio per permettere al nuovo di nascere, alla sperimentazione di prendere piede, allo sconosciuto di palesarsi. Il video di Allora&Calzadilla, The Great Silence, è un’accusa dell’incapacità di comunicare che ha l’uomo con il mondo e l’universo che lo circonda, rendendolo cieco e sordo ai segnali che questo gli manda continuamente, mettendo in luce la criticità che sussiste tra il conoscere ciò che ci circonda e il comprenderlo davvero in profondità.
I confini o meglio la necessità, la spinta a superarli  è ciò che più accomuna lo scienziato all’artista: entrambi sognatori, entrambi sperimentatori del reale e dell’immaginario, attratti dalle infinite possibilità dell’oltre piuttosto che ai visibili limiti di ciò che appare davanti ai loro occhi. The Horne Perspective di Laurent Grasso indaga la complessità del decifrare i messaggi provenienti dalla materia oscura del cosmo, sottolineando quanto ci sia ancora da scoprire sulla sua vera essenza.
La mostra è accompagnata dal volume Gravity, che più che un catalogo è un vero e proprio contributo di pensiero critico.
Valentina Martinoli
Dal 2 dicembre 2017 al 29 aprile 2018
Gravity – Immaginare l’Universo dopo Einstein
Museo Maxxi, via Guido Reni 4A, Roma
Orari: Dal martedì al venerdì 11.00 – 19.00 – Sabato 11.00 – 22.00 – Domenica 11.00 – 19.00
Info: http://www.maxxi.art

Storica dell'arte contemporanea. Ha lavorato nel campo della comunicazione culturale, come organizzatrice di mostre ed eventi e come guida turistica nei principali siti archeologici e museali di Roma. Collabora con Exibart e con altre testate web del settore dal 2015.

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