iste Art Fair Basel 2025 Image: Silke Briel Courtesy Liste Art Fair Basel
Dal 18 al 21 giugno torna Art Basel, la regina delle fiere d’arte contemporanea. E, come ogni anno, l’appuntamento svizzero si trasforma in un vero e proprio ecosistema culturale che coinvolge l’intera città. Ecco una guida alle “altre” fiere da non perdere, tra sperimentazioni più recenti, fotografia e design.
Per la sua ventunesima edizione, e sotto la direzione artistica di Lee Cavaliere, la fiera VOLTA Basel conferma la propria vocazione a sostenere artisti emergenti e a metà carriera, riaffermando l’attenzione verso voci ancora poco rappresentate con la nuova sezione FRISCHE!; e verso le questioni sociali che attraversano la produzione artistica contemporanea, nel padiglione dedicato Everywhen: Contemporary Aboriginal Art. Accanto al ritorno di numerose gallerie internazionali, l’edizione 2026 rafforza inoltre il legame con il territorio grazie alla presenza di un nucleo significativo di gallerie svizzere, quali Aifa, con l’artista Kenji Gomi, BK Chromatic con Pedro Blas, la JanKossen Contemporary con Chiharu Shiota, Imran Qureshi, Faiza Butt, Suh Jeong Min e Alex Rane. Il programma prevede inoltre incontri, approfondimenti e progetti curatoriali pensati per favorire il dialogo tra artisti, professionisti e pubblico.
Con 105 gallerie provenienti da 36 Paesi, Liste Art Fair si conferma una delle principali osservatrici sulle pratiche emergenti dell’arte contemporanea. Ospitata negli spazi di Hall 1.1 del Messe Basel, la fiera rappresenta un punto di riferimento per collezionisti, curatori, critici e operatori del settore interessati a scoprire nuove ricerche artistiche. Tra le presenze italiane figurano Acappella di Napoli, che presenta i lavori di Valentina Artone, la galleria Gian Marco Casini di Livorno con un progetto dedicato a Margherita Moscardini e Triangolo di Cremona, che espone i disegni e le sculture di Francesco De Bernardi. Particolarmente significativa anche la partecipazione asiatica: Ara Contemporary di Jakarta porta il lavoro dell’artista thailandese Natalie Sasi Organ, mentre Gallery VER di Bangkok esplora il tema dell’animismo e delle credenze nel Sud-est asiatico contemporaneo attraverso le opere di Mookmintra Jariyavidyanonte Miyabi. Da Seoul arriva invece G Gallery con i lavori di Lim Heejae.
Interamente dedicata all’arte africana contemporanea, Africa Basel si presenta come una piattaforma di scambio culturale focalizzata sugli artisti del continente e della diaspora africana. La manifestazione offre una panoramica sulla vitalità e sulla pluralità delle scene artistiche africane attraverso gallerie e spazi indipendenti provenienti da diversi Paesi. Tra i partecipanti spicca Umoja Art Gallery di Kampala, in Uganda, insieme a Circle Art Gallery di Nairobi, da anni impegnata nella promozione degli artisti dell’Africa orientale. Presente anche Kin Art Studio di Kinshasa, piattaforma multidisciplinare e residenza artistica che sostiene la crescita delle nuove generazioni di artisti congolesi attraverso attività di produzione, sperimentazione e scambio internazionale.
Dedicata al design da collezione, MAZE Design Basel è entrata dallo scorso anno in maniera stabile nel calendario della settimana dell’arte di Basilea. La manifestazione riunisce una selezione di gallerie specializzate nel collectible design, offrendo un punto d’incontro tra arte, artigianato e progettazione contemporanea. L’edizione 2026 vede la partecipazione di realtà affermate come ammann//gallery, Angela Weber e Salon 94, accanto alla giapponese Thomsen Gallery, contribuendo a delineare una panoramica internazionale delle tendenze più attuali nel settore.
Unica fiera svizzera interamente dedicata alla fotografia, Photo Basel riunisce oltre 40 gallerie internazionali e presenta più di 450 opere realizzate da circa 170 artisti. L’edizione 2026 accoglie il ritorno di gallerie consolidate come Bildhalle di Zurigo, Dorothée Nilsson di Berlino, IBASHO di Anversa, Galerie Esther Woerdehoff di Parigi e Galerija Fotografija di Lubiana. Accanto a queste, debuttano nuove realtà come Galerie Scena di Tokyo, Atlas di Londra, O-Art Project di Lima e Galerie Bessières Art Contemporain di Parigi. Il percorso espositivo attraversa un ampio spettro di linguaggi, dalla fotografia storica alle più recenti sperimentazioni contemporanee.
Giunto alla quinta edizione, Basel Social Club trasforma quest’anno un edificio per uffici inutilizzato, progettato da Diener & Diener Architects e situato a pochi minuti dalla stazione Basel SBB, in una piattaforma temporanea dedicata all’arte e alla socialità. Il tema del 2026 prende spunto dalla trasformazione del concetto di lavoro nell’era della digitalizzazione, del lavoro da remoto e dell’intelligenza artificiale. Mostre, performance, musica, gastronomia e momenti informali di incontro si sviluppano lungo i diversi piani dell’edificio, interrogando temi come la produttività che si estende ormai oltre il luogo di lavoro invadendo la vita privata, e, il riposo e il benessere vengono sempre più assorbiti da una cultura della performance. Sviluppandosi verticalmente attraverso uffici open space, archivi, sale server, sale riunioni, una mensa e un parcheggio sotterraneo, Basel Social Club integra l’architettura dell’edificio all’interno del proprio impianto curatoriale evocando l’idea di un “underground” contemporaneo inteso sia come spazio di resistenza culturale sia come metafora delle tensioni che attraversano il capitalismo.
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