A Lodi una Platea, per vivere creativamente la comunità di domani

di - 20 Giugno 2021

A Lodi, nel cuore del centro storico, su Corso Umberto I, si affaccia Platea, una vetrina ricavata dall’ex portineria del seicentesco Palazzo Galeano, trasformata in nuovo spazio espositivo fruibile di giorno e di notte, ideato, voluto e promosso da un gruppo di appassionati di arte e di architettura con l’obiettivo di valorizzare la propria città e il potenziale creativo di giovani talenti non solo lodigiani, dove saranno ospitate mostre visibili a passanti e i curiosi di tutte le età.
Platea-Palazzo Galeano (associazione culturale) è stata fondata nel 2020 dai soci e amici Claudia Ferrari, Laura Ferrari, Carlo Orsini, Luca Bucci, Lorenzo Bucci e Gianluigi Corsi, generatori culturali uniti dall’interesse e dall’impegno nel sostenere l’arte pubblica, per avvicinare “una platea” eterogenea all’arte contemporanea non sempre immediata o seducente.
Nel nome dell’associazione, presieduta da Claudia Ferrari, tenace e determinata paladina dell’arte, c’è il messaggio e un preciso intento concettuale secondo l’indicazione di Marcello Maloberti (Codogno 1966), artista di fama internazionale, lodigiano che con il gruppo dei soci mette al centro lo sguardo sull’arte come dispositivo di conoscenza e di riflessione per valorizzare l’importanza del pubblico.

La performance di Marcello Maloberti “Trionfo dell’Aurora” che ha portato 12 studenti della NABA per le strade di Lodi.
Courtesy l’artista, Platea. Palazzo Galeano. ph t-space studio

Maloberti cita non per caso il titolo della Biennale di Arti visive a Venezia di Harald Szeemann, la “platea dell’umanità”, e questa vetrina rappresenta una opportunità di crescita culturale della città di provincia ma non provinciale, e di incontro e confronto tra diverse tecniche e linguaggi artistici per rendere più familiare, democratica e relazionale l’arte giovane del presente sottoposta gli sguardi e giudizi del pubblico.
Passeggiando lungo il corso, lo sguardo del passante s’imbatte nella vetrina come “ambiente vitale”, essenziale, rigenerativo e carico di significati plurimi, e diventa parte integrante dell’opera inconsapevolmente, basata sulla circolazione delle idee, in cui ognuno si sente libero di esprimere la propria opinione, domanda o riflessione. Se la città si preannuncia come teatro, Platea mette in mostra scena e retroscena per incontri tra pubblico e privato, cittadino e opere, vita e arte per configurare una nuova forma urbis metafisica e sorprendente là dove non te lo aspetti.

Marcello Maloberti, Trionfo dell’Aurora, 2018, Inkjet print, cm 200×120
Courtesy dell’artista, Platea | Palazzo Galeano (Lodi), Galleria Raffaella Cortese (Milano)

Platea ha inaugurato il 9 giugno l’attività espositiva con Trionfo dell’Aurora, intervento realizzato in collaborazione con la Galleria Raffaella Cortese di Milano, che comprende l’omonima installazione fotografica del 2018 e una compagna di affissione come azione performativa. La vetrina sul Corso Umberto I diviene una sorta di tabernacolo per l’arte del presente; così tra affissioni e distribuzione ai giovani del Manifesto di Maloberti, Lodi è diventata Platea di condivisione di sguardi, paradossi, azioni e connessioni tra vita e arte. La relazione tra artista, pubblico e città è stata sugellata con l’affissione delle Martellate, poster, cartelloni pubblicitari e locandine che riportano la scritta in stampatello maiuscolo “PLATEA” dal tratto riconoscibile di Marcello Maloberti, collocato ovunque, nelle vetrine e sui muri.

Marcello Maloberti, Platea

L’arte ridisegna lo spazio, modifica il concetto dell’essere insieme, riscrive il confine tra dentro e fuori, rende equivalente l’appartenenza e l’essenza locale e globale insieme, Platea stringe relazioni tra l’io e l’altro, inscenando nuove forme di conoscenza.
A settembre del 2021 Platea esporrà Vittoria Viale, Giulio Locatelli a ottobre, Silvia Berry a novembre e Vittoria Mazzonis a dicembre. Francesca Grossi è la responsabile coordinamento artisti emergenti, i giovani talenti che configureranno le “espansioni” di Lodi, aprendo il nostro sguardo sul mondo. “Inciampando”  in questa vetrina di riflessione e chiedendoci quale comunità vivremo insieme domani.

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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