Segni geometrici tagliano l’aria e frammentano la luce in un caleidoscopio cromatico inneggiante alla velocità, materializzando così il nuovo stile di vita dettato dalle innovazioni tecnologiche, vero e proprio credo da propagandare prima ancora che dato riferibile ad una svolta storica. Sono molte e importanti le novità che scaturiscono dalla mostra Svelamenti- Inediti siciliani dal Divisionismo al Futurismo, curata da Anna Maria Ruta, allestita fino al 14 aprile negli spazi della Galleria 61 a Palermo. Protagoniste dell’esposizione le opere di Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giovanni Varvaro e Giulio D’Anna, importanti tasselli di qualità attraverso cui è possibile definire con maggiore certezza alcuni elementi peculiari della creatività siciliana legata alla corrente Futurista, recuperando con chiarezza i fili che la intrecciano al passato. Un’espressione che rivela origini e proiezioni, nutrendosi agevolmente del respiro artistico internazionale, parallelamente alla presenza di riferimenti formali di matrice locale che costituiscono un’arrichimento piuttosto che un limite.
Emblematica in tal senso è un’opera di Pippo Rizzo, Donna che fuma del 1920, immagine forte e moderna ricca di invenzione che attraversa i suoi riferimenti (come la mano in primo piano riconducibile a certo Espressionismo tedesco, oppure i piccoli alberi sullo sfondo figli della pittura metafisica italiana) per dar vita ad una pittura di grande carattere, ormai di riferimento per il Futurismo italiano.
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