Il Santa Maria della Scala, infatti, apre le nuove sale del museo archeologico alla mostra Il Vino di Dioniso, Dei e uomini a banchetto, dove sono in esposizione oltre 150 reperti provenienti dagli scavi della Basilicata, tutti a tema dionisiaco.
Intento dell’esposizione, divisa in tre ricche sezioni e
Oltre al vasellame presente, databile dall’età del Bronzo fino al periodo romano imperiale, il visitatore si trova davanti a sé oggetti che concorrevano al corretto svolgimento del banchetto: spiedi, treppiedi, lucerne e kottaboi. Particolarmente interessanti sono i corredi provenienti da necropoli come Chiaromente, Guardia Perticara e Montescaglioso, risalenti al VI – IV secolo a.c. formati da serviti per i banchetti che documentano la rapida diffusione del culto dionisiaco. E’ dal V secolo, secondo gli studiosi, che tale culto si diffonde in tutte le classi sociali e che l’amore per Dioniso e per il suo nettare unisce il mondo greco a quello romano.
articoli correlati
Vino e arte contemporanea
alessandra marzuoli
Alla GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, un incontro con Remo Salvadori per la presentazione del…
Il Parco Archeologico di Pompei rilancia la viticoltura antica con sei ettari di vigneti sostenibili e una cantina, in un…
Dopo la chiusura del 2022 e il prestito alla Bolivia nel 2024, la Russia annuncia la riapertura del Padiglione ai…
La Repubblica di Nauru, la più piccola nazione insulare al mondo, presenterà per la prima volta un padiglione alla Biennale…
Mi interessa esplorare la tensione tra presenza e assenza, tra vulnerabilità e orgoglio, tra desiderio di abbandono e impulso narcisistico.
Fino al 22 novembre 2026, l’area scarpiana del Museo Correr ospita “Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico”, il nuovo progetto…